2011 Bergamo / Tengo famiglia

Seconda parte del
CONVEGNO DI BERGAMO 2011

4)  Testimonianze di vita vissuta

 

 

Per una serie di fatti che mi sembrano provvidenziali, dopo la morte di Cesare e la malattia di Sandro io sono finito a Pioltello.
E continuano a succedermi fatti che non posso ritenere semplicemente casuali. Vi racconto gli ultimi, legati alla gestione della mia casa eccessivamente grande.

A Pioltello sto seguendo due quartieri nei quali l’immigrazione è almeno del 60-70% (in realtà non è calcolabile) su un totale di almeno 10 mila persone.
E io sono finito ad occupare nella casa canonica della parrocchia più nuova di Pioltello (siamo 8 chilometri a est da Milano), un appartamento di 5 locali, doppi servizi, bagno che io dico abitabile, perché 4 persone ci possono abitare lì dentro. Io da 2 anni e mezzo mi pongo il problema: bisogna pure che qualcuno venga qui ad abitare con me; è inutile che tenga una casa così solo per me.
Ultimamente mi è successo (anche perché sono entrato in buoni rapporti con i servizi sociali che sul territorio si arrabattano benino) che per 10 giorni ho fatto il prete “pedofilo”: ho tenuto a casa mia una splendida ragazza di 16 anni, latinoamericana, su incarico dei servizi sociali e con il consenso della madre; e ho visto che ti sballa la vita avere qualcuno in casa nuovo (ne basta uno… e Luca in casa sua ne ha nove!), ma può valere la pena…
15 giorni fa i servizi sociali mi hanno chiesto se ero ancora disponibile… ho detto di sì con un po’ di timore; adesso ho in casa una famiglia che è fuggita dalla guerra in Costa d’Avorio; padre italiano bianco più una madre e due figli belli neri, ivoriani appunto. Soldi non ce n’è (e neppure il comune ne ha più, mi sa…); lavoro, per un uomo di 54 anni senza alcuna competenza specifica, neanche… Per adesso campano insieme a me, e i figli belli neri si integreranno con i ragazzi di tutti i colori che frequentano l’oratorio che sta sotto casa.
Anche questo episodio lo vedo come una svolta provvidenziale: io continuavo a pretendere di dare posto nella mia casa a qualcuno che condividesse i miei progetti sui migranti nei due quartieri di cui mi sto interessando. Mi è arrivata come una botta per dirmi: smettila, questi qui hanno bisogno, dagli casa tu.
A questo punto due locali della mia grande casa si sono trasformati in camere da letto per questa nuova famiglia, di cui faccio parte anch’io.

Luigi Consonni


 

Lascia un commento

Your email will not be published. Name and Email fields are required.