Il pensiero unico

Ci scrivono


 

Caro Roberto,

ho riflettuto sul tuo articolo “Mostri tra noi” pubblicato nel numero 89/90 di Pretioperai. Mi pare che l’articolo rispecchi l’avvento del pensiero unico nella nostra cultura occidentale, in particolare nel nostro Paese. In campo economico e sindacale il pensiero unico deriva fondamentalmente dai processi di globalizzazione. Tu giustamente citi il caso della Fiat, che dimostra a chiare lettere come il potere del capitalismo, lungi dall’attenuarsi, si sia rafforzato. Di fronte alla recessione economica e alla ricaduta drammatica sull’occupazione è stato infatti gioco facile per i padroni del vapore imporre un dictat ingiusto ai lavoratori che annulla i diritti individuali in cambio del mantenimento del posto di lavoro. Ma il pensiero unico tocca tutti gli ambiti della vita sociale, non solo quello economico. Il profitto, i privilegi, l’ingiusta distribuzione del potere prevalgono sui diritti individuali. Dov’è la sinistra? Cosa propone di diverso rispetto all’attuale governo?  Chi parla più del binomio sviluppo legalità o dell’altro potere responsabilità? La logica macroeconomica condiziona pesantemente il mercato a scapito delle piccole e medie imprese. Per non parlare poi del conflitto tra poteri a livello istituzionale, che sta minando alle basi la nostra democrazia.
Chi pensa ai tanti giovani dall’incerto futuro, alle famiglie defraudate del lavoro, ai servizi strapagati e inefficienti, al disastro della scuola e della sanità?
Questa è l’Italia di oggi, ma i media continuano a parlare della vita privata di Berlusconi irradiando cronache pruriginose che ottundono le coscienze, facendo perdere di vista i problemi veri di questo Paese.
Un saluto affettuoso

 

Pippo La Barba

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