Due lettere di Gianpietro Zago

1) Al Vescovo di Roma, Francesco

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Con il testo seguente Gianpiero ha presentato al vescovo di Roma la lettera che abbiamo pubblicato come editoriale nelle prime pagine di questo numero di Pretioperai.

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Accolga questa lettera che nasce dall’amore a Gesù Cristo e all’uomo lavoratore, al FILIUS DEI FABER e ali’uomo/donna del nostro tempo.
Chi le scrive ha conosciuto personalmente per 36 anni la realtà del mondo operaio: in esso ho cercato di vivere la fede e di cogliere i segni della presenza, dello Spirito,
Grazie per lo stile evangelico della sua vita, per le parole e gesti di uomo innamorato di Dio e delle persone.
Mi benedica.
Affido la sua vita alla Parola di Dio: la gioia di annunciare l’Evangelo la accompagni sempre.
In unitate Spiritus.

GIANPIETRO ZAGO
presbitero

Rolle di Cison di Valmarino (TV) 0438/975565
10.05.2015


 

2) Lettera inviata a Roberto Fiorini

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Caro Roberto
Grazie per le splendide pagine del tuo libro “Figlio del concilio: una vita con i preti operai”.
Vi trovo l’anelito della fedeltà all’Evangelo e l’impegno di condivisione nello stare dentro la VITA DI TUTTI: Ti ricostruisci e ti riveli in un cammino di vita che è proprio anche di me, di tanti preti operai, di tanti uomini sinceri con se stessi e con la ricerca di Dio il vivente.
C’è una schiettezza che è sincerità, mai arroganza; un esistere ecclesiale senza toni di giudizio per nessuno, ma semplice richiamo all’ESSENZIALITA’ EVANGELICA.
Mi commuove il pensare e il percepirmi dentro una parabola di vita all’insegna dell’ABITARE LA TERRA e NUTRIRMI DI FEDELTA’ (a Dio e agli altri).
Per quello che abbiamo visto e vediamo, per quello che abbiamo udito e udiamo, per quello che abbiamo conosciuto/toccato, conosciamo e tocchiamo, per l’odore delle pecore/uomini/donne che portiamo addosso… è inevitabile (anche se doloroso!) esperimentare estraneità e disadattamento ecclesiastici.
Sempre e solo uomini della favola di Dio, con una tuta la cui cerniera collega il “PREGARE E FARE ciò che è giusto in mezzo agli uomini”: continuare a ricordare a noi stessi e a quanti incontriamo polarità non c’è testimonianza dell’invisibile che si è fatto visibile nella carne umana.
Ti invio – se lo ritieni per la Rivista – la mia lettera aperta a Francesco, vescovo di Roma.
Sento che il viaggio della vita si fa irto e difficile e sono contento di aver vissuto e di vivere alla maniera di Gesù di Nazaret falegname …
Vorrei restare solo un garzone del Regno
Ciao Roberto.
Con stima e affetto

Gianpietro Zago

Rolle 20.05.2015


 

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