2010 Bergamo / Tra i disagi, la sperimentazione e la speranza

BG2010

Secondo gruppo di lavoro


 

PARADIGMA DELL’ESODO NEL SOCIALE E POLITICO
La globalizzazione ha provocato una mobilità estrema del capitale finanziario mediante gli strumenti di comunicazione,Tutto diventa mercato; vengono privatizzati i beni pubblici senza nessun laccio o regolamentazione. Il capitalismo selvaggio si esprime al massimo delle sue possibilità. Gli Stati nazionali non hanno nessun controllo, anzi , cadono sotto il gioco della speculazione; (vedi Grecia ed altri paesi del mondo). Il bene comune non è programmabile.
Siamo in una fase di sovrapproduzione di beni di consumo, con le nuove tecnologie, e di carenza di cibo per innumerevoli persone del globo.
La produzione di beni ed il lavoro diventano precari a causa della delocalizzazione nelle zone che presentano condizioni momentanee più favorevoli per incentivi, meno tassazione, costo delle materie prime e del lavoro.
Si parla di Società liquida; ma anche la nostra vita diventa liquida: tutto è in movimento, il lavoro, l’economia familiare, l’identità, il legame sociale, il riferimento al territorio, la possibilità di programmare il futuro e la progettualità…Tutto è precario ed inaffidabile.
Vengono messi sul mercato (privatizzati ) anche i beni pubblici, con la scusa dell’efficienza e vengono privatizzate anche le nostre persone ridotte a consumatori programmati.
Ognuno si chiude nei suoi beni e nella paura di esser defraudato dall’altro. Nella cultura del
“si salvi chi può” si rompono le alleanze, le relazioni, la solidarietà e l’accoglienza…
diventiamo stranieri ed estranei.
Partendo dal nostro vissuto di PO cosa esperimentiamo e vediamo come segni di speranza?
TENTIAMO CAMMINI DI ESODO
Nel mondo dell’emarginazione, un amico che lavora con l’emarginazione ha presentato una casa di accoglienza sulla collina , rinnovata per le persone che vivono con lui.
Ha fatto scoprire la ricchezza della terra che la circonda e che darà a loro cibo, bellezza , serenità e lavoro.Hanno pranzato già quel giorno con i prodotti di quella terra. (Giosuè 5,10-12).

Nei quartieri di Milano dove la maggioranza è costituita da Immigrati e molti sono senza lavoro;
lavorare nella scuola per dare speranza ai giovani Immigrati in un futuro possibile di dignità e di relazioni dando spazio all’incontro tra diversi nella linea del meticciato.

Nel vuoto di antichi insediamenti industriali creare movimento contro la speculazione edilizia, per promuovere un movimento per i beni comuni ( a partire dall’acqua…) e per luoghi di socializzazione.

Nel lavoro delle Cooperative di autogestione, usufruire del sostegno pubblico per dare vera formazione a persone da inserire nel lavoro, creando prospettive reali.

Nel volontariato per rispondere all’emergenza, ma nella prospettiva di promozione del diritto di cittadinanza lavorando con le Istituzioni pubbliche e contestando le leggi repressive ed emarginanti prodotte dagli stessi Enti o dal Governo centrale,

Esser presenti nei gruppi di acquisto e nelle Botteghe dell’equo e solidale per un giusto mercato globale, e l’incontro e scambio con popoli, culture , religioni per una finanza etica e per la pace….

Il lavoro all’interno delle Comunità dei credenti perché la fede sia un lieto annuncio per i poveri,gli emarginati, gli stranieri, i diversi…e perché la Chiesa stessa sia purificata da ogni potere per la fraternità come unico segno di Dio nella storia.

Il tempo dell’Esodo è simbolico. 40 anni! Ogni generazione è chiamata ad attraversare il Giordano per rischiare l’Alleanza nella terra mai da possedere (diventerebbe una maledizione come per Israele). Resta la centralità dell’incontro del Sinai che ha ratificato il patto delle tribù (popoli della terra) tra loro davanti all’Unico.

Ma si può ancora coltivare la Speranza?
A noi restano le fessure del carro bestiame che hanno permesso ad Hetty Hillesum (ragazza Ebrea morta ad Aushwitz) di lasciar passare il suo ultimo biglietto di comunicazione al mondo: Qualcuno l’ha raccolto ed è arrivato fino a noi:
“Siamo partiti cantando”.

A cura di LUIGI FORIGO