Grazie per la rivista

Ci scrivono


Mi è gradita l’occasione per ringraziarvi per la fedeltà e la fiducia nell’inviarmi la rivista che tanto mi ha aiutato nei momenti più bui della mia vita. Non vi ho mai — a tutti i fratelli preti operai — scritto niente di me sapendo che la croce degli altri è sempre più pesante della nostra.
Ho studiato teologia mentre continuavo il lavoro da operaio ferroviere pagando il seminario con il mio salario. Sono stato ordinato nel 1981.
I miei compagni di lavoro erano presenti all’ordinazione.
Avrei desiderato continuare gli studi biblici per completare la mia formazione, e perché mi sentivo fortemente interessato all’approfondimento della Scrittura, ma il Vescovo non lo ha permesso.
Questo mi ha fatto molto soffrire, ma preferisco non aggiungere altro di quegli anni difficili e sofferti.
Ho continuato il mio lavoro in ferrovia fino alla pensione.
Mi sono dedicato agli studi di iconografia e attualmente tengo dei corsi in tale disciplina. Tutto ciò non mi ha impedito di seguirvi e di essere sostenuto ricevendo la rivista, anche se non ho partecipato a nessun convegno.
Vi chiedo il piacere di spedirmi ancora la bella e indispensabile rivista. Perdonatemi se non ho quasi mai spedito soldi, recupererò facendo l’abbonamento. Un fraterno abbraccio a tutti che vi consumate per la carità fraterna in Cristo.
Vostro

Tommaso Contarino


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