Bocca unta non disse mai male

La chiesa dei poveri


 

“Bocca unta non disse mai male”, mai un proverbio spoletino fu più azzeccato per descrivere il duetto mediatico – politico – ecclesiastico intercorso tra il cardinal – presidente della CEI e il provvidenzial – presidente del governo italiano che ha finalmente (in finale di legislatura) pagato il prezzo del sostegno ideologico di Ruini alla politica governativa.
Cosa può essere più concreto di una esenzione fiscale quale è l’Imposta Comunale sugli Immobili allargata a tutte le attività economiche della Chiesa Cattolica (e, per ammortizzare il colpo, di tutte le altre confessioni religiose che hanno un “contratto” con lo Stato Italiano)?
Appartengo alla “ditta” beneficiaria dell’esenzione per cui, a detta di molti amici, non dovrei parlare… ma parlo lo stesso in quanto nella “ditta” interessata siamo in molti ad avere seri dubbi sulla opportunità di una legge che agevola indubbiamente i conti di una Chiesa che, francamente, non ci sembra né perseguitata né in ristrettezze economiche.
Non penso, come tanti, nemmeno che certe regalie calino dal cielo così, per caso, per fortuna o per provvidenza ed anzi penso che dietro ad una legge come l’esenzione dall’ICI di tutti gli immobili ecclesiastici della Chiesa Italiana ci sia stato un poderoso “pressing” di tonache scarlatte e un indecoroso movimento di “dare e avere” che non fa onore alla comunità cristiana che è in Italia.
Penso che questo sia un concreto “conguaglio” di un governo che ha usato le gerarchie della Chiesa Cattolica come supporto ideologico della propria politica ed una mossa elettorale il cui scopo è ovvio. Del resto il cardinal Ruini non ha mai lesinato il suo appoggio a questo governo fin da quando ha recitato il ruolo di generale di corpo di armata al funerale dei caduti di Nassiriya (“noi li affronteremo e li combatteremo”), per proseguire con la denuncia della “violenza” nella politica (un cavalletto da fotografo che colpì il povero premier), schierandosi senza problemi per un astensionismo generalizzato in un referendum (e atteggiandosi da “vincitore” dopo l’esito per lui positivo), continuando con la denuncia dei gravi problemi che affliggono l’Italia (le intercettazioni telefoniche di Fazio e i PACS).
E così, in finale di legislatura, con il paese economicamente allo sbando, con migliaia di famiglie che non ce la fanno più a sostenere il peso quotidiano della vita, con una povertà mai conosciuta in Italia dal dopoguerra, con lo scandalo di migliaia di rifugiati alle porte del paese, con i tagli alla sanità, allo stato sociale, alla scuola pubblica… con una crisi economica senza precedenti, cosa si inventa il governo? L’esenzione dall’ICI di tutti gli immobili ecclesiastici!
Questo in italiano si chiama “privilegio” che al pari del sacrilegio ci ripugna perché significa che il bene che ne deriva ad una parte viene pagato dalla componente più svantaggiata della società, cioè da tutti gli altri. Sì, è proprio così. Un governo che si ingrazia le gerarchie di una chiesa facendo pagare il favore, la regalia, ai comuni e, in fondo, alle famiglie, ai cittadini. Un governo che legifera ai danni del popolo ed una chiesa che accetta (?) un regalo che è contro la giustizia sociale. Chi pagherà questo privilegio?
Io, povero prete di campagna, mi aspettavo che qualche vescovo intervenisse, come nella pubblicità del caffè Lavazza dove gli angeli del condominio fanno a cazzotti per pagare la tassa sull’ascensore… ma dai vescovi italiani non è giunta una sola voce che denunciasse l’iniquità di una tale legge. Penso ad Assisi e a Roma e alla “concorrenza sleale” di frati, preti e suore in campo economico, alberghiero, che possono d’ora in poi sfruttare gratuitamente il marchio cattolico per gestire alberghi, hotel, librerie e negozietti di souvenir. Era davvero necessario?
Chissà, forse questa è la giusta esegesi liberista del versetto evangelico “a chi ha sarà dato e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha”?
“Bocca unta non disse mai male!” …un regalo del genere è molto di più di una campagna elettorale! E ci meravigliamo dell’orgia anticlericale dei radicali?

don Gianfranco Formenton

parroco di S. Angelo in Mercole (Spoleto)