Religione civile: Dio, patria e famiglia. Ancora?

Sguardi dalla stiva


 

Può veramente esserci qualche similitudine.
Dopo l’incendio del 28 febbraio 1933 dell’edificio che ospitava il parlamento tedesco a Berlino ( Reichstag) Hitler fu eletto con i voti di un popolo di poveri che erano stati sedotti a credere che, contro i nemici esterni e in nome del valore della patria, il destino li accomunava tutti: dovevano affidarsi nelle mani di chi prometteva vendetta e sicurezza.
E partì la fascistizzazione dello Stato e l’avvio alle guerre.
Anche dopo l’11 settembre il governo Bush ha innescato le guerre (fuori casa) e emanato (in casa) la fascistizzazione dell’ordine pubblico (patriot act). Ed è stato rieletto anche dai miseri e poveri, impauriti.
Ma questa volta però in America, oltre a questa “cultura” della paura, è stato biecamente diffuso tra i miseri (non tra gli schiavi, che non sono andati a votare) il rilancio dei “valori religiosi” innescati da forme settarie e integraliste del cristianesimo. Bush ha lanciato fanaticamente il motto “Dio, Patria, Famiglia”: l’aver educato religiosamente il popolo ad affidarsi fideisticamente a Dio è servito a trascinarli ad affidarsi fideisticamente a lui. O con lui o contro Dio.
Questo evento sta lasciando lugubri tracce sulla nostra situazione politica.
Chi si oppone al sistema capitalistico lo fa da sempre per rivendicare i valori della dignità dell’umano: non accettando lo sfruttamento e il dominio dell’uomo sull’uomo e volendo una umanità con libertà, uguaglianza e fraternità. Questa opposizione è ben lontana dall’essere riuscita a cambiare il mondo: ma non deve essere abbandonata per strada.
Invece, preso atto degli esiti elettorali ottenuti dalle modalità americane, i geni della politica ( compresi quelli di sinistra ) si preparano a rilanciare quei “valori” (religiosi) che possono far ottenere loro un consenso fideistico.
Questo è il ritorno a un mistificante idealismo che occulta quali sono le cause che generano le disumane divergenze tra chi è sopra e chi è sotto.
E i veri valori umani da rivendicare.
Ricchi e poveri, oppressori e oppressi,
chi vive sul ponte e chi rema tutta la vita nella stiva o è buttato a mare,
le famiglie con ville e quelle senza casa,
chi ha soldi per tutelarsi la salute e chi non ce li ha,
… e via dicendo all’infinito,
saranno invogliati a sentirsi tutti uniti e dar fiducia a chi grida “Dio, Patria, Famiglia”.
Un rilancio dei valori blasfemo in nome di un Dio tiranno che sponsorizza il capitalismo.

Sandro Artioli