Dal mercato (di Verona)

Sguardi dalla stiva


In braghe di tela: la sindrome della quarta settimana

 

“Da un lato si parla di rilancio dei consumi. Dall’altro si fa sempre più nutrita una popolazione che, quando può, vive di saldi”, afferma la presidente dell’ASCO veronese. Una crisi che si manifesta con un’evidente calo delle vendite, specie verso la fine del mese. La chiamano la cosiddetta sindrome della quarta settimana. I clienti usufruiscono sempre più della carta di credito. Comodità di non girare con troppi soldi a parte, permette di spendere ora con l’addebito sul conto corrente del mese successivo. I negozi si riempiono solo con i saldi; le offerte promozionali durano tutto l’anno; ed i consumatori abbandonano i prodotti di marca preferendo comperare negli hard discount.
Il direttore della Caritas aggiunge: “Basta pensare all’aumento del microcredito, alla pratica di pagare le bollette in ritardo. Anche se c’è la mora, dilazionare è diventato per molti un modo per affrontare le spese necessarie. Vengono da noi per pagare l’acqua, la luce ed il gas. Difficile quantificare il numero; sicuramente c’è stato un aumento di circa il 15% dall’inizio dell’anno. Siamo subissati dalla richiesta di contributi”.
La preoccupazione per questo fenomeno emerge anche dall’assessore comunale ai servizi sociali: l’aumento di richieste per ottenere dei contributi è, a dir poco, vertiginoso dall’inizio dell’anno; in due anni abbiamo avuto la crescita da 1000 domande a 3600 e non si tratta solo di stranieri. Le richieste di accesso al banco alimentare in passato riguardava enti ed associazioni mentre oggi vi si rivolgono singoli individui. I redditi medio bassi sono a rischio della soglia di povertà.

… ma fioriscono le gioiellerie

Le cronache scaligere parlano di 1700 famiglie veronesi con il decreto di sfratto in mano, di bilanci familiari traballanti, di una “vita a rate” tra mutui, vacanze a debito ed asili nido che costano come hotel. Però il commercio del lusso non conosce sosta e le gioiellerie continuano a fiorire come funghi nelle vie del centro; tra settembre e ottobre ne sono state aperte altre due. Nelle sole via Mazzini e Corso Portoni Borsari se ne possono contare venti, un numero record con affitti anche da 20.000 euro al mese.
Il gestore di un negozio spiega con un sorriso smagliante: non sentiamo la crisi; abbiamo aperto nel Natale 2003 e da allora va benissimo. I nostri clienti? Gli imprenditori e le signore della Verona bene. È una città che, pur nella crisi generale e nel pessimismo delle percezioni collettive, detiene un’ottima posizione nella classifica dei depositi bancari. Recentemente è entrata a far parte dei grandi circuiti internazionali del turismo. Una città di immagine, quindi, dove per le grandi firme è necessario esser presenti.

Luigi Forigo