Conclusione

“NON DOVRANNO PIÙ ISTRUIRSI GLI UNI GLI ALTRI!”
(Ger 31,34)



DIVENTA TU STESSO SCRITTURA

 

Due testi sulla trasformazione: uno (dal citato Centouno storie zen, pag. 109) viene dal buddismo zen; il secondo viene dall’ambiente cattolico tedesco: è l’ultimo distico di Angelus Silesius, alla conclusione del suo Il pellegrino cherubico, ( ed. Paoline, pag. 399).

101. Lo Zen di Buddha


Buddha disse:
«Io considero la posizione dei re e dei governanti come quella dei granelli di polvere.
Osservo tesori di oro e di gemme come se fossero mattoni e ciottoli.
Guardo le più belle vesti di seta come cenci strappati.
Vedo le miriadi di mondi dell’universo come i piccoli semi di un frutto, e il più grande lago dell’India come una goccia d’olio sul mio piede.
Mi accorgo che gli insegnamenti del mondo sono l’illusione di maghi.
Distinguo il più elevato concetto di emancipazione come un broccato d’oro in un sogno, e considero il sacro sentiero degli illuminati come fiori che si schiudono ai nostri occhi.
Vedo la meditazione come il pilastro di una montagna, il Nirvana come un incubo delle ore diurne.
Considero il giudizio del bene e del male come la danza serpentina di un drago, e il sorgere e il tramontare delle credenze come null’altro che le tracce lasciate dalle quattro stagioni».

 


CONCLUSIONE

Amico, basta oramai.
Se vuoi leggere ancora, va’,
e diventa tu stesso la Scrittura e l’Essenza.


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