2009 Bergamo / A proposito dell'INNSE: una lettura

Convegno di Bergamo 2009
L’IDOLO È NUDO: METAMORFOSI DEL CAPITALISMO
Interventi e riflessioni


 
 
La vicenda INNSE mi ha fatto riflettere su tutte le sceneggiate che l’hanno preceduta.
La più grave è quella di Arese (ex Alfa Romeo); la prossima sarà quella di Termini Imerese.
Punto il dito sulla incapacità degli amministratori delegati (perché non si tratta di padroni singoli ma di società per azioni).
Quando un’attività non è più redditizia di solito è perché:
1. la concorrenza mette sul mercato prodotti più evoluti
2. chi dispone di impianti più grandi produce a costi inferiori e vende a prezzi più bassi
3. La qualità dei prodotti è scadente e non si vendono
4. Il mercato non ha più bisogno del prodotto.
Tutte queste eventualità non si verificano dall’oggi al domani ma con tempi molto lenti. Non riuscire a capire che il vento sta cambiando e che bisogna reagire, è la colpa comune di imprenditori miopi e incapaci. La conseguenza è la chiusura di attività o di stabilimenti con ricadute sociali che sono sotto gli occhi di tutti.
Nel caso particolare gli operai stavano contestando il comportamento dell’azienda da un anno, periodo nel quale le autorità sono intervenute a fare teatrino, promesse, giuramenti e strette di mano, ma non hanno affrontato il vero problema: riconvertire non gli operai ma l’azienda. Un anno duro, di turni, resistenza, lutti (un collega morto d’infarto).
Dopo un anno di tiramolla il padronato si è deciso a vendere le macchine (ovviamente ancora funzionanti e produttive). Quando è iniziato il trasloco è scoppiato il blocco, la protesta estrema degli operai. Tensione con le forze dell’ordine, aria di blitz, e cinque persone (quattro operai più un sindacalista) salite, e rimaste per una settimana, sul carro ponte ecc.
La conclusione è venuta da un imprenditore che ha partorito un progetto industriale che prevede l’impiego di quelle macchine. Attilio Camozzi, imprenditore meccanico classe 1937, ha annunciato l’intenzione di acquistare la Innse.
Il 30 settembre è il giorno fissato per il passaggio di proprietà dell’azienda chiusa dal vecchio padrone e tenuta aperta per un anno intero dai 49 operai.
Domanda: non si poteva cercare questa soluzione, unica possibile, prima?
 
 

Pietro Meneghini


 
 

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