Ripensando al mio esistere

frammenti di vita raccontati dai pretioperai


44sahara

Trasfigurazione 1998

 

Preparandomi al ritiro del 6 agosto, con l’angoscia della miseria universale e con l’angoscia dell’avvicinarsi della mia morte,
cerco di cogliere anzitutto alcuni aspetti dello sfondo:

– lo sfondo della miseria umana universale,
– lo sfondo della menzogna degli “empi”,
– lo sfondo del mio esistere.
Cercare di unire l’esistere con il pensare. Il pensare col credere.
Il credere col volere. Il volere con l’amare concretamente.


Cerco di osservare in me questi cinque passaggi:

1. Esistere. Quasi 66 anni. 43 di prete… eccetera

 

È una esistenza strana per l’accelerazione dei tempi
a. Nel 1955 quando ho detto Messa, la popolazione mondiale era di 2.800.000.000. Adesso è raddoppiata: quasi 6 miliardi.
b. Fine delle tre illusioni:
…La fine del lavoro, Rifkin afferma che, nei prossimi anni, ci sarà lavoro soltanto per un 20% della popolazione attiva, perché l’impatto tecnologico e lo sfruttamento ad oltranza dei lavoratori porterà ad una disoccupazione dell’80%. Egli stesso ci spiega che quando gli viene detto che la mano invisibile del mercato sistemerà questo problema, giudica irresponsabile l’atteggiamento di chi si aspetta una soluzione da parte del mercato stesso, dando però ragione agli stessi quando definiscono «invisibile» la mano che opererà tali interventi appunto perché inesistente.
c. raddoppio della popolazione mondiale e tutti nel M….
Di fatto oggi quasi il 90% della popolazione mondiale vive in economie di mercato, più o meno aperte al mondo esterno: 5 miliardi di persone. 10 anni fa solo il 20% della popolazione mondiale era in queste condizioni, e cioè 1 miliardo di persone.
d. Tutti nel “mercato”… ma pochi con…
Il 19% della popolazione mondiale gode e si avvantaggia dell’83% della ricchezza; 358 miliardari hanno lo stesso reddito e lo stesso potere economico di 2.300 milioni di abitanti del pianeta; ovvero: trecento persone hanno il potere equivalente a quello del 46% della popolazione mondiale; trecento imprese controllano ormai il 27% dell’economia mondiale. Se facciamo una proiezione, questo significa che poco più di mille imprese controlleranno il 100% del commercio e dell’economia mondiale.
I movimenti di capitali ed il flusso finanziario, in maggioranza di tipo speculativo, sono sessanta volte più grandi degli scambi dell’economia dei beni.
e. E soprattutto fine dell’era pirotecnologica ed inizio di una nuova era: era biotecnologica.
L’umanità, quindi, deve fronteggiare contemporaneamente due punti critici: la terra sta diminuendo le sue riserve di combustibile e insieme di risorse vitali. Siamo ad una svolta nella storia della civiltà ed è a questo punto che viene avanti un nuovo rivoluzionario modo di affrontare l’organizzazione del pianeta, un approccio di così grande portata da alterare sostanzialmente il rapporto globale dell’umanità con la terra. Dopo migliaia di anni di trasformazione di riserve fossili in oggetti per l’uomo, si sta ora programmando di trasformare la biologia degli organismi viventi nella speranza di allontanare la crisi incombente, gettando le basi di una nuova era. Stiamo passando dall’era della pirotecnologia a quella della biotecnologia, il salto è davvero impressionante.
Per migliaia di anni l’umanità ha usato il fuoco per trasformare la crosta terrestre in forme e figure mai esistite in natura. Ora, per la prima volta nella storia, trova il modo di trasformare materia vivente in forme e figure mai esistite in natura. Nel 1973 alcuni scienziati americani hanno compiuto, nel campo della materia vivente, un’impresa che rivaleggia in importanza con la stessa scoperta del fuoco. I biologi Stanley Cohen della Stanford University e Herbert Boyer dell’università di California riferirono di aver preso due organismi di specie diversa, che in natura non si sarebbero accoppiati, di aver isolato un frammento di DNA da ciascuno, e infine di aver unito assieme questo materiale genetico. Il risultato fu una forma di vita letteralmente nuova, una forma mai esistita sulla faccia della terra.
Frutto di circa trent’anni di ricerche, preceduto da una serie di scoperte avvenute nel corso degli anni Sessanta e Settanta, il DNA ricombinante è una specie di macchina per cucire biologica, che può essere usata per legare insieme il tessuto.
f, g, h, i… e si potrebbe arrivare oltre la zeta.

2. Unire l’esistere con il pensare


Certo, in questi 66 anni c’è stata una accelerazione del mio pensare ed una precisazione del mio pensiero.
Sono evidenti gli errori fatti, come sono evidenti le scoperte fatte (evidenti a me, ovviamente!). Centinaia di fogli, decine di libri e libretti.
Un pensare quasi unicamente in funzione pedagogica.
Non ho interessi culturali quando son solo.

3. Unire il pensiero col credere


Questo è già un problema in più.

Senza i due precedenti il credere è un imbroglio.
Con i due precedenti, il credere si approfondisce e si semplifica.
Un credere che è sempre più e sempre più solo una alleanza, contratta nel 1954, un patto con Dio:
Tu mihi – Ego tibi.
Tu tutto per me – Io tutto per te. Null’altro, nella sua essenza.

4. Il credere con il volere


Questo dà dei problemi in più. Volere che cosa?
Io tutto per te ed il Tuo Regno. Certo. Ma oggi che vuol dire?
So che la mia condizione materiale mi è stretta, di fronte alla miseria universale ed alla morte avvicinantesi.
Vorrei capire il dove e il cosa.
Aspetto.

5. Il volere con l’amare concretamente


• Sanare le ferite della mente, diceva A.M.
È un amare concretamente.
• E poi coprire con un manto i difetti e le mancanze degli altri.
È un amare concretamente. Il sigillo di Caino.
• Disubbidire. Rifiutare ogni informazione sui fatti e rifiutare ogni interpretazione, per ricercare strade nuove.
È un unire il volere con l’amare.
• Essere disponibile a chiamate ragionevoli, affrontando l’apertura di nuovi affetti e la lontananza dai vecchi affetti.
• E poi… ringraziare il bel gruppo umano con cui in questi anni abbiamo camminato, lottato, ricercato, ed accompagnarlo fino alla mia morte. Anche questo è….

Conclusione


Ripensando al mio esistere in questa trasfigurazione 1998 ho finito per pensare a tutto fuorché a quello cui volevo pensare: le mie paure, terrori, orrori… Forse la visione universale le ingloba e le trasfigura nel grande teilhardiano costruirsi dell’umanità…

Cesare Sommariva