Un milione di motivi per dare una mano a chi perde il lavoro

Il Vangelo nel tempo (2)


 

Il Cardinale Dionigi Tettamanzi ha costituito il Fondo Famiglia Lavoro, una fondazione della Arcidiocesi di Milano che aiuterà con un assegno integrativo coloro che, perdendo il lavoro, non godono di ammortizzatori sociali sufficienti o di altre provvidenze pubbliche o private. L’intento dell’iniziativa dell’Arcivescovo è — a partire da scelte di sobrietà — di suscitare una riflessione sugli stili di vita e di rafforzare la rete della solidarietà. Questa rete sarà sostenuta dalle parrocchie che dovranno sempre di più riflettere sulle cause di questa crisi e sulla necessità di concretizzare le scelte di fede. I fedeli della diocesi ambrosiana e tutte le persone di buona volontà saranno chiamati a compiere attivamente questo sforzo, ciascuno secondo la propria possibilità e vocazione.

Il Cardinale Tettamanzi ha dotato il Fondo di un milione di euro, ma chiede a tutti noi di alimentarlo e non solo con il denaro, ma anche con tutto quello che è nelle nostre possibilità, con il tempo, la preghiera e le opere.
Tutti siamo chiamati a riflettere, informare e motivare, per avere e per dare. E, soprattutto, per fare.
Perché un milione è solo il punto di partenza. Perché tutti siamo chiamati a cooperare. Per dare senso al nostro presente. Per imparare a essere sobri. Perché la sobrietà diventi solidarietà. Perché la solidarietà sia fatta di azioni concrete.

Per informazioni:
Segreteria “Fondo Famiglia-Lavoro” Arcidiocesi di Milano
tel. 02 58431212 / www.chiesadimilano.it


 

Cosa posso fare? Cosa possiamo fare?

 

«Chiedo a tutte le comunità cristiane della diocesi di riflettere sulle conseguenze della crisi economica, di prestare particolare attenzione alle famiglie in difficoltà a causa del lavoro, di aderire con generosità a questo fondo.
Sarà compito insieme dei sacerdoti e dei laici operare un serio discernimento e decidere come parteciparvi (rimandare spese non urgenti o secondarie, destinare una percentuale del bilancio parrocchiale, intraprendere coraggiose scelte di sobrietà…).
La Caritas Ambrosiana e le ACLI stanno già studiando le forme più adatte, a partire dalla loro esperienza, per la gestione e l’utilizzo di questo fondo secondo modalità che verranno rese note.
La distribuzione dei fondi avverrà nei prossimi mesi e non sarà “a pioggia” ma “a destinazione mirata”. Chiedo in particolare ai decanati di rendersi protagonisti sul territorio di una lettura sapiente dei bisogni e di elaborare progetti intelligenti di aiuto. Queste risorse non devono essere una forma di assistenzialismo, ma un aiuto affinché chi perde il lavoro non perda anche la propria dignità!
Nei confronti delle probabili dimensioni della crisi, questa iniziativa è poco più di una “goccia” rispetto ai “mare” delle necessità. Vuoi essere però un segno con cui la Chiesa ambrosiana manifesta il suo impegno di sobrietà e di solidarietà e, soprattutto, vive e testimonia la sua fede nel Signore».

Dall’omelia della notte di Natale 2008 del Cardinale Dionigi Tettamanzi