Appunti sulla situazione del Veneto

Sguardi dalla stiva (6)


 

DATI di una fotografia della regione rispetto al lavoro con riferimento al 2008
Il numero delle imprese è di circa 450.000
I lavoratori sotto vario titolo sono circa 2.120.000; suddivisi in 1.560.000 dipendenti e 520.000 autonomi. In cerca di lavoro (media mensile) circa 80.000 per un tasso di disoccupazione del 3,3%, suddiviso al 2.5% per i maschi e 5,25% per le femmine. Una disoccupazione frizionale per i maschi e penalizzante per le femmine.

 

CRISI AZIENDALI:
è denunciata una riduzione di ordinativi che si aggira tra il 10 ed il 25% per questo inizio dell’anno in corso.
Le procedure formalizzate di crisi aziendale per tutto il 2008 sono state 335. A gennaio 2009 siamo arrivati a 61; continuando con questo ritmo arriveremo a fine anno con un aumento del 100%.
I lavoratori coinvolti nelle crisi formalizzate sono stati 6.717 nel corso del 2008 e 1.251 nel gennaio 2009; continuando a questo ritmo si potrebbe arrivare ad un totale di 15.000 lavoratori alla fine anno 2009.

 

PRINCIPALI SETTORI IN CRISI:
metalmeccanico, chimico, occhialeria, trasporto merci, pelletteria ed abbigliamento, edilizia, legno.
Istituti previsti: chiusura per crisi di mercato, ristrutturazione, cessazione di attività o fallimento…
Le quote di lavoratori coinvolte sulle unità totali risultano il 29,2%.

 

RICORSO AGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI NEL VENETO
Le ore di CIG di industrie ed edilizia

CIG ordinaria CIG straordinaria totale
gennaio 2009 1.079.206 270.050 1.349.256
febbraio 2009 1.675.842 567.525 2.243.367
totale 2 mesi 2009 2.755.048 837.575 3.592.623
totale 2008 6.8888.891 857.092 7.745.983

Nel solo febbraio 2009 erano interessati alla riduzione di orario dai 13.200 ai 19.000 lavoratori a seconda del tempo pieno o parziale conteggiato.

 

CONTRATTI A TERMINE

Nel 2006 i contratti a termine risultavano circa 260.000. Nel 2008, secondo una stima sui 500.000 stipulati, i non rinnovati risulterebbero circa 100.000.

 

PARTICOLARITÀ DEL VENETO
Oltre ai casi elencati di “lavoro protetto” vanno aggiunti i lavoratori delle imprese sotto i 15 dipendenti delle micro-imprese “artigianali” che non godono di nessuna copertura di CIG e di nessuna procedura per l’interruzione della collaborazione lavorativa. Di questi non è possibile stabilire numeri e percentuali. Sono molto numerosi e non solo di nazionalità italiana.

 

LAVORO SOMMERSO
Il lavoro irregolare nel Veneto è calcolato sul 10% della forza lavoro: circa 200.000 lavoratori stimati. Gli ordinativi sono calati del 20% circa; si può stimare che almeno 40.000 siano senza lavoro e senza previdenza e senza reddito.

 

ALCUNE PUNTUALIZZAZIONI

1) Lo scenario è descritto da numeri, stime ed allarmi. Prosegue l’escalation della CIG nel settore industriale e dell’edilizia. I dati di febbraio pubblicati dall’Inps aumentano dell’80% rispetto a gennaio.
2) Il settore più colpito rimane quello metalmeccanico, che nella sola CIG ordinaria supera le 834.000 ore. Pesante anche il ricorso nel settore cuoio e pelli: più di 400.000 ore. Nel settore edilizio, pur considerando i fattori climatici, siamo a 387.000 ore.
3) Per quanto riguarda gli ambienti territoriali, le situazioni più critiche si registrano nel Bellunese e nel Trevigiano, dove nei primi due mesi del 2009 si è consumato il 40% delle ore autorizzate nel 2008, con particolare riguardo all’occhialeria.
4) I numeri riguardano un certo tipo di lavoro “garantito”, non le migliaia di situazioni di lavoro regolare delle Aziende sotto i 15 dipendenti. I sindacati sono sommersi da richieste di sostegno; la preoccupazione dei lavoratori è altissima. Molte aziende hanno sospeso le assunzioni e fermato il rinnovo dei contratti. Purtroppo ci aspettano mesi ancora più difficili, poiché l’onda non è ancora passata.
5) “La maggioranza delle aziende venete – conferma Dante Carolo, presidente dei dottori commercialisti e degli esperti contabili del Veneto – si trova a fronteggiare pesanti problemi legati agli incassi di crediti. Tutto questo genera un effetto domino difficile da contenere; e se le banche non intervengono a favore delle aziende che soffrono per carenza di liquidità andiamo alla strozzatura del sistema produttivo veneto”.
6) Il Veneto sente la necessità di creare un tavolo permanente anticrisi con parti sociali ed istituzionali, poiché la crisi arriverà a coinvolgere oltre 250.000 lavoratori veneti in pochissimo tempo.
 

Luigi Forigo