La mano invisibile

In vista del Convegno 2009
L’IDOLO È NUDO: METAMORFOSI DEL CAPITALISMO
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Ogni individuo mira solo al suo proprio guadagno ed è condotto da una mano invisibile a perseguire un fine che non rientra nelle sue intenzioni. Né il fatto che tale fine non rientri sempre nelle sue intenzioni è sempre un danno per la società. Perseguendo il proprio interesse, egli spesso persegue l’interesse della società in modo molto più efficace di quando intende effettivamente perseguirlo.

(Adam Smith - 1776)

 

Da quando ero bambino ho le mie paure, come tutti. Prima era la paura di vedere mio padre arrabbiato, di essere obbligato a mangiare il rafano, di prendere zero all’esame di matematica. Paura, sotto la dittatura, di essere messo sotto da un’auto della polizia. Paura, sotto la pioggia battente, che la mia baracca nella favela, posizionata sul bordo di un precipizio, fosse trascinata via dall’acqua.
Oggi colleziono altre paure. Una di queste è la paura per la mano invisibile del Mercato. Dell’invisibile, l’unica cosa che non temo è Dio. Ho paura dei batteri e degli extraterrestri. I primi li combatto con gli antibiotici — termine improprio perché significa “contro la vita”, dato che li prendiamo per difenderla.
Quanto agli extraterrestri, sono più tranquillo dopo aver saputo che la distanza più grande raggiunta nello spazio dalla nostra tecnologia è quella raggiunta dalle emissioni televisive. Sicuramente, nel riceverle, gli esploratori interplanetari sono arrivati alla conclusione che sulla Terra non c’è vita intelligente…

Torno alla mano invisibile del Mercato.
Dove la mette? Preferibilmente nelle nostre tasche. Specialmente in quelle dei più poveri. Ed è invisibile perché è cinica, come qualsiasi reato commesso di nascosto. Per esempio il Mercato pratica l’estorsione alle tasche dei più poveri attraverso le tasse sui prodotti e i servizi.
Tutto potrebbe essere meno caro se non fosse per questa mano che si immischia in quello che consumiamo.Adesso che il Mercato è entrato in crisi — dato che la bolla che ha gonfiato gli è scoppiata in faccia — dov’è che mette la mano? Ia risposta, quella sì è visibile: nelle tasche del governo. Negli Stati Uniti il Mercato, negli ultimi rantoli del governo Bush (di infausta memoria), ha messo mano a 830 mila milioni di dollari e adesso ha ottenuto altri 900 mila milioni di dollari dall’appena debuttata amministrazione Obama. Tutto per mettere al sicuro questa fortuna nella tasca bucata del sistema finanziario.
Oltretutto, la mano invisibile del Mercato non conosce le tasche dei cittadini. Imperfetta com’è, favorisce sempre le tasche dei ricchi. E il caso del Brasile. Prima della crisi (e delle prossime elezioni) il governo cerca di rivitalizzare/ anabolizzare il PAC (Programma di Accelerazione della Crescita), in modo che la mano del Mercato possa riempire, e al più presto, le tasche dei costruttori di opere pubbliche e delle imprese private incaricate delle suddette opere.
Già me lo diceva mia nonna: “Attento a dove metti quella mano!”. E mi obbligava a lavarmela prima di sedermi a tavola. Bene, credo che la mano del mercato sia invisibile perché non si lava mai. Al contrario, lava il denaro senza lavarsi lo sporco che lo impregna. E quello che deduco nel leggere la notizia che, nei paradisi fiscali, la liquidità delle grandi banche è stata assicurata, negli ultimi anni, grazie ai depositi del narcotraffico.
La mano può essere invisibile ma le sue impronte digitali no.
Là dove il Mercato mette la mano rimane il segno. Soprattutto quando ritira la mano, lasciando senza protezione migliaia di disoccupati, buttati in strada dall’insolvenza, strozzati da debiti astronomici.
Il Mercato è come un dio. Tu credi in lui, metti in lui la tua fede, lo veneri, fai sacrifici per compiacerlo, ti senti colpevole quando fai un passo falso in relazione a lui — nonostante che la colpa sia sua, come nel caso dell’acquisto di azioni che lui ha venduto promettendo fortune e che ora non valgono un bel niente.
Come un dio, lo si può conoscere solo dai suoi effetti: la Borsa, il salario, l’ipoteca, l’interesse, il debito, ecc. Si manifesta attraverso la sua creazione, senza lasciarsi vedere o localizzare.
Nessuno sa esattamente che faccia ha o in quale luogo si nasconde, nonostante che sia onnipresente. Manifesta la sua presenza persino nella candela venduta sulla porta della chiesa.
E mette la mano, la famosa mano invisibile, la temuta mano invisibile, questa mano più abominevole di quella che i tarati osano mettere sotto il vestito della donna in piedi sull’autobus. E non serve a niente gridare “togli quella mano da qui!”.
Nonostante che la mano invisibile manipoli chiaramente la nostra qualità della vita, privilegiando i pochi e asfissiando la maggioranza, nessuno si libera di lei. Poiché è invisibile, nessuno può tagliarla. Rimane solo una possibilità: tagliare la testa al Mercato. Ma questa è un’altra storia.
Oggi ho parlato della mano. La testa è per un altro giorno.

Frei Betto

(Carlos  Alberto Libanio Christo)