Il “noi tre” di Mirazzano

Antologia di scritti di Don Cesare Sommariva



Tra le molte presenze che hanno popolato la sua solitudine, don Cesare ha attribuito un valore essenziale alla relazione con i preti con cui condivideva la vita.
Collochiamo qui tre scritti suoi: il primo è relativo al “noi tre” a Mirazzano, cioè all’ultima parte del cammino con don Luigi e don Sandro; il secondo e il terzo (nelle pagine successive) sono relativi al “noi tre” in Salvador, cioè al cammino con don Andrea e padre William.

 


La riflessione sul “noi tre” a Mirazzano, 12-13 settembre 1998

 

Dopo aver riflettuto sull’IO e sul TU, abbiamo deciso di riflettere sul NOI, partendo dagli sviluppi dell’io, e ci siamo chiesti: questi sviluppi dell’io generano ed esigono un passo in avanti? Come definirlo?

Dopo una riflessione della mattina, nel pomeriggio abbiamo cercato di arrivare a una migliore definizione. Ci sembra di poter riassumere le cose emerse in tre punti:
a. il valore, la valenza e le caratteristiche del Noi;
b. le regole;
c. la maniera.

 

a. Il valore, la valenza e le caratteristiche che sta assumendo il Noi

 

1. La presenza di tre io differenti dà via via al Noi alcune caratteristiche.
Ogni presenza contribuisce alla formazione del Noi.
La specificità sottolineata dalla lunga e pesante condizione operaia del Sandro, mentre lo scorso anno sembrava potesse rappresentare un freno allo sviluppo delle potenzialità del Noi, adesso decidiamo di accoglierla nella sua indispensabile valenza positiva. La sua specificità è quella di rendere presente con la semplice e nuda fisicità il dramma della permanente necessità storica che esistano degli “schiavi” perché tutto possa marciare.
Ci sembra di poter dire che senza il richiamo forte a questo permanente dato strutturale, anche il nostro Noi rischierebbe di diventare un’altra cosa.
E che perciò una delle caratteristiche fondamentali del Noi è non dimenticare mai l’infame divisione dell’umanità.

2. Ciascuno di noi riconosce che senza questo noi la sua vita sarebbe diversa.

3. Sommando le esigenze di ciascuno di noi vengono fuori queste caratteristiche del Noi, come uno spazio relazionale

a. segnato da un clima di profonda reciproca fiducia, in cui nessuno sente il bisogno di doversi difendere da qualcosa;
b. in cui ciascuno può ricevere il dono fraterno di una critica puntuale (“il tuo faro non funziona”…);
c. in cui ciascuno può ed è stimolato a rendersi/rendere ragione del proprio cammino di fede;
d. in cui gli stimoli intellettivi e l’offerta di strumenti di riferimento religiosi che ci facciamo, non risultino a nessuno disgustanti e lontani;
e. che svolga per ciascuno la funzione di “protezione” (caverna) dai rischi dell’isolamento e della solitudine;
f. in cui ci si possa continuamente offrire quell’“olio buono” che permetta alle nostre lampade di essere sempre accese in attesa vigilante di…

 

b. Le regole

 

Ci sembra di poter ripetere le tre regole dello scorso anno, con alcuni cambiamenti.

1. Riconoscere il valore della storia passata, che ci ha – in qualche modo – condotti a questa convivenza, qui a Mirazzano, che permette anche ritmi e riti di preghiera.
2. Ipotizzare una maggiore planetizzazione come elemento di umanizzazione sincera. La costruzione di quell’opera che è la comunicazione con intelligenza sarà sempre più valida se i ruoli che assumiamo sono veri e riusciamo a comunicare superando i “diaframmi” che rischiamo continuamente di chiuderci nell’incomunicabilità.
3. Non perdere il “fiato sul collo” della vita concreta, ascoltata – testimoniata dalle nostre vite e azioni.

 

c. La maniera

 

ci sembra contenere 5 cose:

1. Questo valore e queste regole muoiono se non vengono continuamente rese vive da:

a. la cura di sé e della propria umanità;
b. la cura delle relazioni;
c. l’attenzione all’altro;
d. un momento di preghiera comune che soprattutto si concretizza nella celebrazione del mattino.

2. In settembre, febbraio e giugno, tre giornate di comunicazione precisa e di riflessione.

3. Il martedì sera come momento settimanale di comunicazione, scambi di materiale, discussioni sulla vita, azioni, pensieri.

4. La cura della casa.

5. Le relazioni esterne:

a. con i PO Milanesi, un martedì sera ogni due mesi;
b. con i PO Lombardi un sabato ogni due mesi;
c. con altri a cui chiediamo di incontrarci: es. don Sandro Pellegatta, il decano, il vicario, don Renato Rebuzzini, Gianni Tognoni…