‘A munnezza è ricchezza

Sguardi dalla stiva



Riportiamo parte della lettera che recentemente Alex Zanotelli ha inviato agli amici, dove si narra dal vivo quanto è esploso nei territori della Campania.

 

In questi ultimi 15 anni, camorra ed istituzioni hanno giocato insieme nel pentolone degli affari dei rifiuti. Da vent’anni la camorra napoletana ha capito che “a munnezza è ricchezza” ed ha fatto affari con i rifiuti ordinari e soprattutto tossici. Decine di migliaia di Tir sono arrivati da ogni parte di Italia e sono stati sepolti dalla camorra nel triangolo della morte (Nola – Acerra – Marigliano), nelle terre dei fuochi (Giugliano – Qualiano – Cardito) e nelle campagne del Casertano. Ma le pubbliche istituzioni, che hanno affidato la gestione dei rifiuti al Commissario Straordinario, non sono state da meno. In 14 anni gli 8 Commissari Straordinari hanno speso oltre due miliardi di euro per produrre circa 7 milioni di tonnellate di ecoballe che di eco non hanno proprio nulla: sono rifiuti tali e quali, avvolti in plastica, che non si possono né incenerire né seppellire perché finirebbero nelle falde acquifere. Ora le ecoballe sono stoccate in parte fuori Giugliano. Le chiamano le Piramidi: uno spettacolo desolante: una vera discarica a cielo aperto. Ho pianto quando le ho viste la prima volta. La conseguenza di tutto questo è che la Campania ha raggiunto gli stessi livelli per tumore del Nord-Est che però ha fabbriche e lavoro. La Campania senza fabbriche e senza lavoro ha già raggiunto gli stessi livelli tumorali. E questo per i rifiuti, soprattutto tossici che producono diossina, nano-particelle, metalli pesanti che causano poi tumori, malformazioni e tutto il resto.
Quello della Campania non è un disastro ecologico ma un crimine ecologico, frutto di decisioni politiche che coprono enormi interessi economico-finanziari. Chi ne paga le conseguenze sono i cittadini: è la loro salute ad essere minacciata. Eppure è uno dei diritti fondamentali, oggi totalmente calpestati in Campania. Questo avviene perché tutti noi abbiamo sposato il mercato ed abbiamo tutti accettato un’unica legge: il profitto.
Il 2007 è stato all’insegna di questa guerra dei rifiuti. In primavera ho iniziato a sostenere la splendida comunità di Serre (Salerno) che voleva impedire al Commissario Bertolaso di sversare otto milioni di tonnellate di rifiuti nella Valle della Masseria, sito del WWF (che spettacolo di lucciole in quella valle!) nel parco del Cilento a ridosso della Valle dei Templi di Paestum. Ho celebrato con la gente vibranti eucaristie che hanno dato loro tanta forza per resistere. Toccanti e significativi i due segni durante le celebrazioni: la terra che ognuno teneva in pugno con la solenne promessa a difenderla e l’unzione con l’olio perché donasse loro forza per resistere al Drago…
Ed infatti la gente di Serre è stata perseverante mantenendo un presidio costante per oltre sei mesi e resistendo alle cariche della polizia (quante botte si sono prese!). Dopo mesi di resistenza abbiamo ottenuto una vittoria “amara”: abbiamo salvato Valle della Masseria, ma il Sindaco ha dovuto cedere un’altra splendida località, Macchia Soprana, dove hanno già riversato 250.000 tonnellate di rifiuti facendo scempio di una terra bellissima. Da Serre… a Lo Uttaro, una discarica di rifiuti tossici alla periferia di Caserta che il commissario Bertolaso aveva deciso di riusarla senza bonificarla. Non è stato facile smuovere la gente di Caserta! Per fortuna siamo stati aiutati da alcuni sacerdoti molto impegnati che hanno avuto l’incoraggiamento del loro grande Vescovo Raffaele Nogaro. Uno dei pochi Vescovi che sono scesi in campo e si sono sporcati le mani. Via crucis, Eucaristie, momenti di preghiera davanti alla discarica per contrastare, nel nome del Signore, la sua apertura. Scontri verbali durissimi con le autorità. Nell’ultimo incontro ho detto: “Voi state uccidendo la vostra gente!”. Abbiamo passato molte notti davanti alla discarica per bloccare l’entrata dei camion. Nulla da fare! Il 24 aprile alle tre del mattino sono arrivati centinaia di poliziotti che ci hanno letteralmente trasportato di peso ai margini della strada per iniziare a sversare. Quanta rabbia in corpo! Giorni dopo il vescovo Nogaro con grande coraggio, accompagnato dai tre sacerdoti Sacramentini Giorgio, Pierangelo, Adriano, è entrato quasi con forza nella discarica ed ha gridato: “Dovete portarmi fuori con la forza, sono qui per la mia gente: la salute è in pericolo!”. Pochi mesi dopo la magistratura è intervenuta chiudendo la discarica per le stesse ragioni che avevamo espresso a Bertolaso.
Raramente nella mia vita ho sperimentato la menzogna eretta a Sistema come in questi frangenti. “Se questo è lo stato di diritto – ho detto al questore di Salerno in una notte infuocata a Serre – non so cosa scegliere fra Stato e camorra!”. Un’incredibile esemplificazione di questo è stata per me la vicenda di Acerra dove è in costruzione il più grande inceneritore d’Europa che brucerà 850.000 tonnellate all’anno di rifiuti, che gira intorno a un nome preciso: la Fibe (leggi Impregilo cioè famiglia Romiti nel periodo in cui costui dettava ancora legge alla Fiat). “Se non si denuncia la Fibe non si tocca il cuore del problema. I siti dove costruire gli inceneritori, come quelli dove collocare i cosiddetti CdR e dove stoccare le ecoballe sono stati scelti dalla ditta vincitrice della gara: la Fibe che ha comperato i terreni agricoli più degradati e per questo poco costosi e poi ha messo a carico del Commissario i fitti mostruosi dei terreni dove si accumulavano le ecoballe: terreni acquistati a prezzi stracciati dalla camorra, “così scrive l’economista ambientale Guido Viale. “La Fibe aveva presentato il progetto tecnico peggiore, ma si era aggiudicata l’appalto, cioè la gestione, in pratica, di tutti i rifiuti della Campania, garantendo di realizzare l’inceneritore in meno di un anno. Oggi la Fibe dopo 10 anni è stata esautorata del suo incarico – e le è stato vietato di occuparsi dei rifiuti per i prossimi anni”. E l’inceneritore non è ancora finito! Un inceneritore che una volta entrato in azione produrrà ancora più diossina e nanoparticelle in quello che è il “triangolo della morte”! Contro questo “Mostro” ci siamo mossi in continuità dalla grande manifestazione popolare del 25 agosto 2005 con trentamila persone (finita in un vero e proprio pestaggio da parte della polizia) fino alla manifestazione nazionale dello scorso novembre. Molto bella la contestazione che abbiamo fatto con Beppe Grillo davanti al Mostro. Per fortuna la crisi finanziaria della Fibe ha dettato una sospensione dei lavori… La magistratura è poi intervenuta sequestrando le famose ecoballe di Giugliano da cui la Fibe avrebbe ricavato energia, che rappresentava un pegno per ottenere ulteriori prestiti dalle banche! (È proprio vero che il nostro è un sistema finanziario virtuale). Questo è un altro incredibile capitolo dei rifiuti: Giugliano, una grande città (130.000 abitanti) a Nord di Napoli dove sono accatastati almeno tre milioni di ecoballe. Si tratta di una vasta area di 12 km di lunghezza e 4 di larghezza chiamata una volta “Taverna del Re” ed oggi le Piramidi.
Ho tentato poi di coinvolgere i parroci di Giugliano aiutandoli a capire la dimensione etica del problema rifiuti ed eco-balle. Dopo una serie di incontri i preti hanno scritto una bella lettera ai fedeli: “Vogliamo ribadire come comunità credente – hanno affermato – il nostro sì alla Vita e un coraggioso no a tutto ciò che la mortifica”. Da qui è nata una grande manifestazione studentesca che ha percorso le vie di Giugliano, una città in mano alla Camorra. Simbolo della marcia, una piramide di ecoballe con in cima il Crocifisso: questa bellissima terra (la Campania Felix) violentata, crocifissa. Ho marciato anch’io con i preti portando il Bambino Gesù gridando: “Quale Taverna del Re troverà il Re dei Re?”. Sono poi andato con Don Tommaso (bella figura di prete impegnato!) alle Piramidi portando il Bambin Gesù. Un momento natalizio commovente davanti al Drago: è proprio la lotta fra il Bimbo e il Drago: “Il Drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato”. (Apocalisse, 12).
Sono ritornato spesso alle Piramidi per incoraggiare il presidio che si opponeva all’ingresso dei camion che portavano le ecoballe. Una sera ho partecipato anch’io ad un’azione di blocco, ma la polizia ci ha scaraventati ai bordi della strada. Molti i feriti, i contusi finiti in ospedale. Che vergogna! Mentre le forze dell’ordine erano schierate a tenere lontani i cittadini impegnati a difendere la salute pubblica, a poche centinaia di metri la Camorra sversava tranquillamente i rifiuti tossici! Finalmente il 31 dicembre, Pansa ha deciso di sospendere lo sversamento dei rifiuti a Taverna del Re, puntando su due altre località amene: Pignataro Maggiore e Carinola ,due paesi agricoli del Casertano. La loro reazione è stata immediata e dura: hanno bloccato l’accesso con i trattori, presidiandolo giorno e notte! Sono stato vicino a queste popolazioni con incontri, momenti di preghiera, insieme ai loro preti. Quando nel cuore della notte del 18 dicembre, un migliaio fra poliziotti, carabinieri, soldati, vigili arrivarono per sfondare, si trovarono davanti oltre duemila persone con in prima fila centinaia di bambini sui passeggini. Hanno dovuto retrocedere. Sono le vie nuove nonviolente per resistere alla violenza di “O Sistema”…
Ma con tutti i rifiuti per strada, il nuovo commissario Cimmino ha puntato gli occhi su una vecchia discarica a Pianura, una delle periferie più degradate di Napoli. La reazione della gente è stata violenta (avete visto le immagini televisive!). Questo ha portato il governo Prodi ad un altro giro di vite! L’elezione del Supercommissario De Gennaro. (il responsabile del macello di Genova 2001) dovrà imporre con la forza la “soluzione industriale dei rifiuti”. Questo dopo 14 anni di “sceneggiate” romane e napoletane. Sono stato vicino alla gente di Pianura partecipando alla manifestazione del 9 gennaio, agli incontri promossi dal Comitato a Pianura, alla veglia per le strade di Pianura con i loro parroci.

rifiuti

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Quella di Napoli e Campania è una situazione assurda che abbiamo voluto far presente al nostro vescovo, il Cardinale C. Sepe, che ha accettato di incontrare le anime di questa società civile: i dottori del Pascale (l’ospedale oncologico di Napoli), Comella e Marfella, i geologi come De Medici, i giuristi come Raimondi e Lucarelli, i rappresentanti delle Assise di Palazzo Marigliano come N. Capone e i referenti del Comitato Allarme Rifiuti Tossici come M. Savarese. “Non pensavo che la situazione – disse alla fine il Cardinale – fosse così grave”.
E tutto perché in questi 14 anni, ma soprattutto in questi ultimi tre, non si è voluto (non c’è mai stata volontà politica!) fare la raccolta differenziata porta a porta (si può eliminare così il 70 per cento dei rifiuti, 40% dei quali è l’umido che deve essere trasformato in compost, il resto può essere quasi tutto riciclato!). Se Napoli avesse fatto questo non ci troveremo nelle attuali situazioni. Il rimanente 30% potrebbe essere eliminato con uno stile di vita più sobrio (basta con l’usa e getta, con la plastica, con gli imballaggi…) Non c’è altra strada!
Questo l’ho imparato a Korogocho, dove la mia gente che lavorava nella discarica di Nairobi mi ha insegnato a riciclare, a riusare, a rivendere tutto. Sono loro, i poveri, gli ultimi, i veri profeti!
Mai mi sarei aspettato di passare dalla discarica di Korogocho (che ha visto in questi giorni drammatici scontri che hanno fatto una ventina di morti!) a un’altra discarica, quella di Napoli!
Ormai la missione è globale. Ed è una missione di annuncio della buona novella di Gesù, ma di un Gesù incarnato nelle situazioni di sofferenza e oppressione, un Gesù impegnato a lottare contro i “demoni” di allora e di oggi. “Gesù insegnò non una mistica dagli sguardi rivolti altrove, – scrive il Vescovo Pedro Casaldaliga – non una mistica dagli occhi chiusi, bensì una mistica dagli occhi aperti, una mistica dell’Assoluto, capace di cogliere la sofferenza altrui”. È questa la “mistica” di Gesù che mi spinge all’impegno, all’esserci, alla lotta nonviolenta contro gli idoli di morte…
Napoli esprime l’assurdità di un Sistema che divora i beni della terra e pensa di risolvere tutto incenerendoli. Se infatti l’11% del mondo ricco consumando da solo l’88% delle risorse ha già posto una grave ipoteca ecologica sul pianeta, cosa avverrà quando l’altro 90% del mondo vivrà come viviamo noi? Gli esperti infatti ci dicono che, se a questo mondo tutti vivessero come viviamo noi, avremmo bisogno di quattro pianeti terra come risorse e di altri quattro come discariche ove buttare i nostri rifiuti. Napoli è l’esempio più plateale di quello che potrebbe capitare a tutti se non vogliamo cambiare rotta…
Il martire San Romero d’America ci aveva detto: “Essere a favore della vita o della morte. Ogni giorno vedo con più chiarezza che è questa l’opzione da seguire. In ciò non esiste neutralità possibile. O serviamo la vita o siamo complici della morte di molti esseri umani. Qui si rivela qual è la nostra fede: o crediamo nel Dio della Vita, o usiamo il nome di Dio servendo i carnefici di morte”.
È questo l’impegno che ci attende a Napoli come a Korogocho, colpita dai recenti scontri etnici che stanno devastando quel bel paese che è il Kenya. Di fronte a queste tragiche situazioni, ci aiutano le parole del Salmo 74, che spesso prego:

traboccata da luoghi di tenebra
la violenza ha invaso la terra.
Non lasciare in pasto alle belve
la tua dolce colomba, Signore:
mai scordarti dei poveri tuoi.

Alex Zanotelli