2001 Strasburgo / Pretioperai inglesi

SULLA STRADA DEGLI UOMINI E DELLE DONNE
VIVERE L’OGGI… APRIRE L’AVVENIRE
Incontro internazionale PO / Strasburgo, 2-4 giugno 2001


Gli interventi dei PO inglesi


1. VIVERE IN COMUNITÀ

di John Sherrington CP & Barbara Terlau MMS
Gran Bretagna – Gruppo di Londra

 

“Essere” prima di “Agire”

 

Come Preti lavoratori, noi non solo lavoriamo ma viviamo anche in luoghi specifici. Siamo residenti geograficamente in mezzo ad altri. Il nostro luogo di residenza è tanto importante quanto il dove lavoriamo e il tipo di lavoro che facciamo. Non possiamo lavorare con i poveri e vivere tra i ricchi; e neppure lavorare con gli impotenti e vivere tra i potenti. Il dove abitiamo diventa affermazione, “sacramento” di una scelta prioritaria e un impegno verso una gente specifica. Il Dio che ha “udito le grida di coloro che erano schiavi in Egitto” ha piantato la sua tenda in mezzo a loro.

 

Una Vita Condivisa con Altri



Questo “stile di vita” del Prete lavoratore diventa sempre piú condiviso da membri di ordini religiosi, specialmente donne e alcuni laici cristiani. Essi rinunciano a una posizione sociale e opportunità di carriera per vivere una vita di solidarietà con coloro che sono economicamente svantaggiati e marginalizzati.
Nel sud-est di Londra esiste un’area dove l’85% della popolazione è originaria dell’Africa e dei Caraibi. Due terzi della popolazione è costituita da genitori singoli. L’unico sostegno della famiglia spesso sono donne, la maggior parte delle quali impiegate a tempo parziale in due o tre diversi lavori per poter campare alla giornata.
Welcare è una organizzazione che cerca di aiutare tali persone a recuperare un certo controllo sulla vita propria e quella dei loro figli, dando maggior spazio alle scelte personali attraverso l’acquisto di nuove capacità professionali e strategie per far fronte alla vita. Molti giovani sono stati espulsi dalla scuola a causa della loro cattiva condotta. Molti sono membri di bande di malviventi, disoccupati, senza casa, schiavi della droga o sofferenti di malattie mentali. Un giovane era stato accoltellato da sconosciuti in un luogo deserto. In seguito, enorme fu l’ammucchiarsi di fiori e biglietti di condoglianze da parte di conosciuti. Un tal senso di comunione nel dolore e di forte desiderio di giustizia!
Noi crediamo nel “power della gente.”
[NB : in inglese i termini “ power-empower-empowerment ” sono densi di significato: esprimono “potere, autorità, forza, capacità di controllo, emancipazione e autodeterminazione, etc. Essi traducono bene il concetto di Paulo Freire di “alfabetizzazione / coscientizzazione, cioè, l’imparare a “ leggere la propria storia per poi poterla scrivere ”. Conserviamo qui l’uso di questi termini inglesi per evitare la necessità di lunghe circonlocuzioni].
Noi siamo empowered dalla gente con cui condividiamo questa vita e conseguentemente noi stessi siamo capacitati ad empower altri. Il “Dio della Vita” dentro di noi!

 

Quali Altri Segni



Ci può essere azione anche in mezzo all’apatia. Alcuni si dimostrano scettici verso la possibilità di cambiamento dopo anni di immobilità, e per altri il passo è troppo lento. Noi soffriamo in solidarietà con la gente che lotta e si “lamenta nel travaglio” di dare alla luce qualcosa di nuovo.
Nella Zona Est di Londra, c’è un quartiere che va in sfacelo formato da 1256 appartamenti e dove abitano 3500 persone. Imperversa il crimine. Sono 20 anni che l’Associazione dei Residenti lotta per un cambiamento. In questi ultimi anni, per voto popolare, la proprietà è passata dal Comune (Local Authority) a una Associazione Caritativa per la Casa. Molto denaro è stato speso per la rigenerazione del quartiere e i residenti sono stati attivamente consultati sul da farsi. Si sono costituiti dei gruppi di rappresentanti di anziani, giovani, donne, diversi gruppi etnici, per controllare ogni aspetto della rigenerazione.
Un Operatore per lo Sviluppo fu impiegato per favorire la coesione all’interno della comunità e creare opportunità per lo sviluppo professionale e di lavoro. Due donne sono state reclutate nel quartiere come “Artiste della Comunità” per lavorare con tutti i settori della medesima nel creare, partendo dalle esperienze comuni, “opere d’arte” che saranno esibite nel salone del Comune.
Il cammino verso l’ empowerment della gente è iniziato!

 

La Nostra Identità: “Essere-con” come “ Empowerment



Noi vediamo la vita preferibilmente attraverso l’ottica dei marginalizzati e degli esclusi. Siamo solidali con loro, ma non siamo come loro.
Il salto quantitativo e qualitativo nel nostro modo di pensare è stato fatto. I loro sospetti, domande, speranze, paure e lotte sono ora i nostri.
Ogni domanda e risposta di carattere politico, sociale, economico e spirituale deve essere così filtrata: “Come aiuta questo a promuovere l’umanità dei marginalizzati ed esclusi della nostra comunità?”. Posso io amare quello che non conosco?
Noi viviamo tra coloro che soffrono; andiamo a far spesa con loro; risiediamo in case come le loro; le nostre entrate sono minime; godiamo di basso rango sociale; condividiamo la loro esclusione sociale e andiamo con loro agli stessi luoghi di divertimento e rilassamento. Constatiamo gli effetti su individui e famiglie e sperimentiamo la pena causata loro da incertezza economica, impiego non sicuro, alloggio povero, affitti alti, e insulti per via di razza, genere di sesso o orientamento sessuale o stile di vita.
Vediamo in loro bontà e debolezza umana. Umana speranza dove c’è lotta e umana disperazione dove c’è mancanza di amore.

 

Impegno verso la Comunità



Se li amo, li amo in maniera giusta o sbagliata (come disse Maritain). Ma se li amo, devo prendere una posizione pratica, etica e morale come risultato di questo amore; e cioè: amarli per quello che sono. Essi non sono semplicemente categorie o oggetti, ma nostre sorelle e fratelli, la nostra famiglia estesa.
Ci sforziamo di essere segni credibili contro l’ingiustizia e gli abusi di una società del consumo. Siamo immersi nelle loro vite: questo è il nostro battesimo. Cristo continua a essere crocifisso e rigettato nei marginalizzati ed esclusi di oggi. E noi dobbiamo continuare a immergerci nella loro vita e ambiente. Essi sono per noi momenti di grazia, sacramenti di incarnazione, di kenosi [svuotamento di sé], e di un Dio che osa soffrire con noi.

 

Unione del Mistico e del Politico nella Comunità



Siamo alla ricerca di unione con Dio; unione del mistico e del politico. Siamo alla ricerca di un modo di trasformare le situazioni. E fintanto che questo non diventa realtà, noi soffriamo con loro e con Cristo la dinamica del futuro. In questo consiste l’elemento mistico del nostro impegno.
Cristo è presente nella loro sofferenza e nella trionfante trasformazione della realtà in un qualcosa di più pienamente umano, come era volontà di Dio per noi tutti fin dal principio della creazione.

Questa presentazione è frutto di 20 anni di esperienza di vita tra gli impotenti e marginalizzati. Il nostro “essere-con” è parte di una rete di 25 religiosi residenti nella zona Est di Londra. Alcuni hanno un lavoro salariato, la maggior parte no.


 

2) La Precarietà del Lavoro

Riflessioni dal nostro weekend a Holland House nel febbraio 2001


Lavoro


Nonostante legislazioni nazionali, molti nuovi impieghi offrono salario basso e lunghe ore antisociali. Professionisti e lavoratori manuali si muovono sempre più verso l’autoimpiego o lavoro d’agenzia.
Tecnologia informatica – velocità di transazioni/attività: “dipendenza” “schiavitù”.
Diminuzione di impiego “non specializzato.” Spesso nel settore pubblico o quello dei servizi. Produzione di massa o contributo personale. Hanno tutti una specializzazione? Diverse specializzazioni oggi?
Molti nuovi impieghi nel settore dei servizi. Una più grande proporzione di donne poiché molti lavori non richiedono più forza fisica. Incentrati sulla persona [centri di informazione, camerieri, commessi di negozio]. Impersonali [pulizie, lavare i piatti, rifornire gli scaffali, o “assistenti di restauro”].
Riconoscere le abilità/discernere i talenti. Vocazioni. Corpo di Cristo. Che cosa significa essere chiamati e/o essere equipaggiati.
Luogo di Pace è dove abilità, vocazione e lavoro coincidono.

 

Business



Cambia se vuoi crescere e svilupparti. Investimenti e contributi. Niente è statico. Grosse organizzazioni si smembrano. Cambiamenti nei settori dell’industria, della sanità e insegnamento, etc.
Come piú il mondo diventa collegato/inter-connesso, così “le ripercussioni delle decisioni diventano meno prevedibili”. Globalizzazione/impatto globale. Chi è sotto controllo? Chi prende le decisioni?
Nuovi contesti richiedono nuovi modi di essere. Chi è alla guida del cambiamento? I media, il governo, i prezzi azionari o il profitto di coloro che hanno un interesse in un certo business [Stakeholders]?
Automazione in aumento. È essa disumanizzante oppure ha eliminato il bisogno di lavoro e condizioni disumane? Nuove imprese nascono da quelle che si sono liberate dal lavoro manuale. L’industria è un’attività globale. I servizi sono locali e provveduti a un individuo in un certo luogo. Sono i servizi separati da ogni contesto locale come, per esempio, centri di informazione, fabbriche?
Le imprese avevano un interesse paternalista per i lavoratori, provvedevano un sostegno e una identità corporativa. Ripagato da lealtà, senso di comunità e appartenenza. Ora, perdita di senso, di identità e trasposizione del rischio dall’istituzione all’individuo. La situazione dei “Sindacati”?
Da dove vengono la cultura e il suo carattere? Come creare un significato per il globale/piccolo?

 

Cambiamento



Chi lo inizia? Nessuno cambia a proprio svantaggio. È popolare cambiare. Il ristrutturare è uno stile di vita – è un mantra che il cambiamento continuo è progresso. Necessità istituzionale o sensibilità ai bisogni del cliente? Da dove nasce questa percezione di bisogno?
Il cambiamento può dare libertà e stimolo. Nuove opportunità e modi di lavorare. L’insicurezza non è necessariamente negativa. Potare per la crescita oppure eliminazione selettiva? Il cambiamento deve coinvolgere consultazione per evitare conflitto o capri espiatori.
Come si può misurare il successo di un cambiamento? Dal prodotto o dal servizio generato oppure dal profitto? C’è bisogno di mutare risposte e organizzazioni. Spesso un presente incerto è un futuro non sicuro.

 

Personale



Molti vivono con la paura del futuro. Non ci sono impieghi assicurati per la vita. Il corpo dei lavoratori come pure l’individuo sentono la mancanza di controllo sugli eventi che li circondano.
La disoccupazione o un nuovo impiego possono portare lo scompiglio in casa e in famiglia oppure obbligare a viaggiare. Il rimanere locali può implicare un taglio di salario o un orario prolungato.
Per una certa razza di individui il cambiamento è la norma, un modo di progredire. Lo spirito di iniziativa degli anni 80 ha trasformato le aspettative nell’ambiente del lavoro. C’è un movimento verso responsabilità e previdenza individuale. L’impresa / governo non provvedono più.
Questa indipendenza si riflette nel nostro lavoro. Trattiamo con una persona sola per ogni singola transazione piuttosto che lavorare in modo molteplicemente inter-attivo. Le relazioni sono monodirezionali. Ti trovi per conto tuo, a vendere te stesso, a provare la tua validità e valore. La stima di sé si basa sul prodotto piuttosto che sulla qualità del procedimento o del contributo fatto.
L’ironia è che il lavoro di équipe è sempre più importante per sentirsi benvoluti ( team building ) e aumenta la produzione. Si può rimanere parte di questa équipe solo se si produce o lavora come richiesto, altrimenti si è buttati alle fiamme. I managers sono individui che condividono gli stessi bisogni e incertezze. Il centro è tanto importante come la periferia.
La precarietà è universale. Noi che siamo anche coinvolti nel cambiamento possiamo provvedere sostegno pastorale e incoraggiamento. Provocare e incoraggiare il cambiamento come una forza che genera i valori del Regno. La creazione non è solo questione di sopravvivenza, ma qualcosa di più grande. Speranza cristiana e Buona Novella. La morte precede nuova vita; potare produce frutti migliori.

L’insicurezza nel lavoro nasce dai metodi usati nell’attribuire un valore che non è radicato nel contesto del Regno di Dio — in ciò che dona integrità alla gente — ma nel Denaro e la Politica. Coloro che hanno il potere determinano i modi e fanno pressione per ottenere i risultati desiderati e possono così direttamente minacciare o minare il benessere dei lavoratori, in maniera tale che essi o partono da soli o sono obbligati a lasciare…
Provoca l’Amministrazione in modo che incoraggi le équipe a stabilire criteri di “input” per migliorare le prestazioni. Appoggia quello che va bene, dove Dio è già al lavoro.

L’unica certezza nel mondo del lavoro è l’incertezza. Quello che “sappiamo” è già incerto, ma senza incertezza non ci sarebbe cambiamento – e spesso il cambiamento è positivo. Gli effetti positivi dell’incertezza e del cambiamento sono però sproporzionati, almeno su quelli meno capaci di controllare il loro destino. Il Vangelo ci chiama a essere profeti per coloro che possono mitigare tali effetti, e a stare al fianco di tutti coloro che ne sono toccati.
Cosa possiamo fare?…
Essere lì !

Come essere umani noi condividiamo la fondamentale precarietà degli essere mortali. C’è sempre tensione tra gli aspetti negativi e quelli positivi delle nostre incertezze. Nell’ambiente di lavoro, noi condividiamo il costo di tale tensione. Lottiamo insieme ad altri per portare giustizia, aiutare la gente a fiorire, e donare una vita più piena al mondo.