1995 Salsomaggiore / Un’esistenza che resiste

32_beatoMINConvegno nazionale / Salsomaggiore 1995

Interventi


 

32beppeIl mio intervento sarà molto semplice: prima di tutto vorrei esprimere una sensazione di profonda “meraviglia” per aver “resistito” fino ad oggi in un cammino che, nonostante tutte le difficoltà, non si è mai interrotto.
Certamente, la comunione profonda con gli amici con cui mi è stato dato di condividere la strada (Sirio, prima di tutto) è stata l’elemento di forza della mia possibilità di resistenza, insieme all’amicizia ed alla “vicinanza” dei miei compagni di lavoro, delle persone semplici, dei poveri, di tanta gente con la quale mi è stato concesso di vivere e di incontrarmi. Soprattutto credo mi abbia aiutato a resistere in una scelta di vita sacerdotale molto poco raccolta dalla Chiesa nel suo insieme, il sentimento di grande “accoglienza” che ho trovato nella realtà del lavoro, tra i contadini, i pescatori, gli operai, la “gente semplice”: sentirmi accolto da loro è stata per me una energia grandissima.
L’altra cosa che vorrei dire è “un’immagine”: proviamo ad immaginare un albero che rappresenta l’Esistenza. Se alla parola Esistenza aggiungiamo una “R”, ecco che abbiamo la parola Resistenza!

Praticamente, la Resistenza è l’Esistenza con l’aggiunta di una “R” (prendetelo come una specie di “gioco” linguistico!). Basta aggiungere una “R” e l’albero dell’Esistenza acquista tante dimensioni, valori, significati, prospettive che formano l’insieme delle forze che possono aiutarci a far sì che l’Esistenza diventi una Resistenza. Sono davvero tante le realtà che si legano nel complesso cammino della vita: l’albero diventa allora il simbolo più espressivo di questa dimensione del cammino di chi cerca di “resistere”: l’Esistenza con la “R” può consentire allora di non perdere mai le proprie radici, di non demordere dalla ricerca, dal rinnovamento, dalla passione per una continua rivoluzione, per rinascere, rifiorire, risorgere. Ed anche, quando giunge il momento stabilito, per una resa onorevole!

 L’ultima cosa la vorrei esprimere con la parola di una poesia che mi sembra particolarmente adatta al nostro tema e può indicare con forza dove riposa l’energia necessaria per “resistere”:

 

La pietra più solida
dell’intera struttura

è quella posta più in basso
nelle fondamenta.
(K. Gibran)

Beppe Socci