1995 Salsomaggiore / Ho incontrato don Sirio…

32_beatoMINConvegno nazionale / Salsomaggiore 1995

Interventi


 

Ho cercato sempre di scoprire scelte radicali nella Chiesa, forse per le diverse realtà di minoranze e di Sud dove sono nata e che vivo profondamente in me. Sono italo-albanese di Calabria e porto il peso dei cinque secoli di invasione turca nei Balcani; mentre l’Italia del sud, per la manodopera dei vari feudi, accoglieva gli albanesi fuggiaschi, che persistono ancora oggi nelle loro diversità. Questi portarono anche i riti dei cristiani-ortodossi, ma furono subito integrati ai bizantino-cattolici già esistenti in Calabria dalle prime fughe dei cristiani dal Medio Oriente, senza mai separarsi da Roma. In seguito si è costituita la Diocesi (Eparchia) di Lungo, a cui appartengo.

Seguendo gli ideali di Armida Barelli, come le prime di Azione Cattolica, volevo andare in Albania dove pochi cristiani resistevano all’imposizione della religione islamica. La chiusura delle frontiere nel 1946, quando avevo 13 anni, mi ha scioccata ma non paralizzata. Anche i nostri paesi allora lottavano e volevano amministrazioni di sinistra.
Volevo fare qualche cosa e seguivo i discorsi di Padre Rotondi da Rocca di Papa “per un mondo migliore”. Chiamavo, attorno ad una vecchia radio, i vicini di casa che cantavano spesso inni di lotta. Come le Oasine da lui fondate ho pensato di consacrarmi al Signore. Partita per Rossano a studiare ho avuto il mio primo impatto col rito latino nella diocesi più vicina a noi bizantini, ed è qui che ora ho fatto la mia consacrazione nell’Ordo Virginum.
Nelle mie ricerche, i miei studi di Scienze Religiose a Roma coincisero con il Concilio Vaticano II, con la conoscenza della G.I.O.C. e l’esistenza dei PO, e da allora capii che non mi sarei più allontanata da questa spiritualità. Le ore di preghiera nella chiesetta del porto e dei pescatori di Viareggio, con Don Sirio Politi, segnarono la mia vita per una scelta definitiva.
Operaia con gli operai, vivendo la mia fede nel tessuto collettivo, affogata nel mistero di Dio che è amore e carità provvidenziale. Ma senza dimenticare gli imperi del benessere e dell’ateismo, bisognosi di vedere questa fede fatta di rischi e di pazzie. Sola, ho voluto (come i PO) nella lotta, nel coinvolgimento e nella presenza viva del Divino, camminare con il mondo; anche se il nostro corpo (fratello asino) ha bisogno di un eremo per rifocillarsi.
Ho fatto la consacrazione nell’Ordo Virginum il 29 gennaio 1989 durante la raccolta delle olive, e lavoravo così come la gente della parrocchia (Destro-Manco-Ortiano: tre frazioni di Longobucco). Il Vescovo di Rossano è venuto a Destro e quella domenica i fedeli di Manco ed Ortiano in pellegrinaggio si unirono a noi. Una ragazza di Ortiano raccontò alla sua gente che il Vescovo aveva battezzato sorella Delfina.
Ora, anche se mi trovo ad Acquaformosa, nel paese natio, collaboro con le due Diocesi, ognuna delle quali si ritrova con tanti profughi albanesi. Per i profughi che chiedono il battesimo, mi sono decisa a fare catechesi, e per fortuna è stata pubblicata una Bibbia nella loro lingua corrente.
Questo per me è molto importante perché vedo raramente un cattolico andare tra la gente, che ha fame di Dio, che vive ai margini e che ignora la Chiesa come tempio e come popolo di Dio, portare la Spiritualità Biblica fra di loro, in maniera viva e semplice.

Maria Delfina Rossano