Una chiesa per tutte le stagioni?

Quale Chiesa / verso il convegno 2015


 

Al n.° 9 della Lumen Gentium troviamo : ”Dio volle santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo….Si scelse quindi per Se’ il popoli Israelita, stabilì con lui un’alleanza, e lo formò lentamente, manifestando nella sua storia Se stesso ed i suoi disegni…” Dio opera LENTAMENTE con il passo degli uomini ; i disegni di Dio tengono conto delle varie SITUAZIONI STORICHE vissute dal suo Popolo. Come Cristiani non abbiamo tenuto questa metodologia umano/divina. Abbiamo ricevuto un PACCO già confezionato da mettere in naftalina secondo l’esperienza del 2° millennio di cristianesimo.

Il Vangelo oggi è capace di parlare alla cultura moderna? Il Cristo mostra il suo volto di Figlio dell’Uomo? L’umanità di Cristo manifesta il Volto di Dio e quale volto? Il linguaggio è formulato nelle categorie del Sacro/Sacrificio/Sacerdozio incomprensibili in un mondo secolarizzato. Eppure oggi sta emergendo la necessita ‘del simbolico come energia vitale, ma può esser ricondotto ai sacramenti cristiani? O rappresentano i passaggi laici della vita laica ?

Il Profeta di Nazareth si presenta rivestito dalla Parola programmatica di Isaia. “ Il Signore ha mandato il suo Spirito su di me. Egli mi ha scelto per portare ai poveri la lieta notizia della loro salvezza. Mi ha mandato per annunziare la liberazione dei prigionieri, ed il dono della vista ai ciechi, per liberare gli oppressi, per dire a tutti che è giunto il tempo nel quale il Signore salverà il suo popolo.” (Lc. 4,16…) Dove si trova oggi la Chiesa di fronte alla storia ed alle nuove schiavitù? Le periferie incombono sull’occidente ricco e saturo, Può la profezia sconvolgere le nostre difese e tranquillità? Il richiamo di PP Francesco ad uscire ci risulta scomodo.

Il Popolo di Dio presente in tutte le regioni della terra ha fatto emergere le diversità di letture storiche e teologiche che possono essere una ricchezza, ma anche una contraddizione per altri credenti. Non sempre i doni dei Magi sono di nostro gradimento. Come conservare l’unità nel pluralismo di teologie e prassi, compreso i ministeri nella Chiesa?

Siamo in una situazione di appartenenze deboli; il mercato globale ha esteso le possibilità di beni economici e proposte culturali e religiose, riducendo il campo della relazione partecipativa ed identitaria. Anche per la Chiesa si riscontrano appartenenze “con riserva” Il cammino è, tante volte, provvisorio. La gente compare e scompare secondo i vari bisogni.

Ma i nodi principali che il Concilio Vaticani 2° non ha chiarito son all’interno della Chiesa stessa

1°) La divisione di casta tra il CLERO ed i LAICI con tutte le conseguenze di RUOLI e ministeri di esclusiva competenza di una categoria. La fraternità evangelica risulta difficile da vivere quando persiste una relazione tra superiore ed inferiore come utente. Mt.23,4 “ I Farisei…preparano carichi pesanti e poi li mettono sulle spalle degli altri, ma da parte loro non vogliono muoverli neppure con un dito….Voi però non fate così. Non fatevi chiamare maestro perché voi siete tutti fratelli ed uno solo è il vostro Maestro. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è in cielo. E non fatevi chiamare “Vescovo” perché uno solo è il vostro vescovo: il Messia. In mezzo a voi il più grande deve essere il servitore degli altri.”
Resta l’interrogativo come ripensare i MINISTERI nella Chiesa coinvolgendo anche il sesso femminile. Ma per affrontare il problema occorre affrontare un altro problema delicato.

2°) Il SACRO. Fascinoso e tremendo, come è stato definito dai teologi. E’ il termine che coinvolge tutte le religioni. Ma il cristianesimo è una religione? L’unica mediazione con Dio Padre è il Verbo che si è fatto carne “umanità” e “servo”. Alla sua morte, il velo del tempio si “squarciò” eliminando la divisione tra sacro e profano: tutta la creazione sta davanti a Dio nell’unità del Figlio. La storia è sacra e profana allo stesso tempo. Non abbiamo da ripetere il Sacrificio ma fare memoria della vita e della morte di Gesù : “l’uomo vissuto per gli altri” come richiama Bonhoiffer. Il velo del tempio siamo subito corsi a ricucirlo, e ci pareva di esser stati derubati dai riti sacrificali ebraico/pagani. “ E’ venuto il tempo in cui gli uomini adoreranno il Padre guidati dallo Spirito e dalla verità di Dio” (Gv:4,23) Storicamente con l’ingresso delle masse pagane nel cristianesimo, dopo l’editto di Costantino si sono ricostruiti i templi, il sacrificio ed il sacerdozio: non si poteva rimanere senza una mediazione forte. Ad Efeso (città della dea madre Diana) le masse hanno assediato i padri del concilio obbligandoli a proclamare Maria Madre di Dio; quando nel vangelo c’era solo la bellissima espressione di Elisabetta: “a che debbo che la Madre del mio Signore venga a me!)

Cristo è l’unico sacramento; è il giuramento dell’amore e fedeltà di Dio al suo popolo. Questo non toglie che vi siano gesti simbolici che sprigionano energia positiva di riconciliazione, di unione, di sanità, di servizio…dentro il Popolo sacerdotale, profetico e regale (1° Pt 2 ss.) : Tutti i credenti sono abilitati ai servizi al popolo sia pur conservando una gestione cosciente e non confusionaria.

Noi per primi siamo sacramento gli uni per gli altri, nell’amore e nel servizio, perché l’umanità di Cristo si possa rivelare al fratello e così possiamo intravvedere il volto del Padre. Siamo figli, non orfani alla deriva.

Luigi Forigo