“Ho osservato la miseria del mio popolo e ho udito il suo grido”

Il Vangelo nel tempo (2)


Mi chiamo Veronica, sono sposata e madre di un bambino di nome Vincenzo.

Sono farmacista in una casa di riposo di Mantova e Presidente dell’ Associazione di Promozione sociale “Colibrì”.

La mia professione mi ha dato il privilegio in questi ultimi 5 anni di toccare la terra africana, il Burundi e la Repubblica Democratica del Congo, in particolare la regione del Kivu, dove si trovano due splendide città: Goma “la città nera” nel Nord Kivu, figlia del vulcano Nyiragongo e Bukavu, nel Sud Kivu, un tempo luogo di villeggiatura per i benestanti colonialisti.

Il Congo un paese ricchissimo ma impoverito da tanti, dove la ricchezza diventa il loro martirio e non la loro fortuna.

Siamo nell’ Africa equatoriale dove la terra è verde e ospitale con un sottosuolo “abitato” da preziosi minerali ( coltan, rame, cobalto, oro…) che sono indispensabili per l’ allestimento dei nostri cellulari, smathphone, tablet e computer . Il coltan, per esempio, una lega metallica indispensabile per le batterie, è presente in tutto il mondo ma per l’ 80% nel Nord Est del Congo, nelle regioni del Kivu, Kasai, Katanga. Regioni sottomesse dagli interessi delle multinazionali “ senza volto” in accordo con i poteri locali.

Tutti comunicano, ma nessuno conosce lo strumento che utilizza, la sua storia e la sua geografia” così si legge in un piccolo libretto dal titolo “Minerali Clandestini”. Infatti in pochi sono consapevoli del fatto che questi strumenti tecnologici contengono il sangue e il “grido” di uomini, donne e bambini che ogni giorno sono vittime di ingiustizie. L’ obbiettivo dei potenti delle finanze è quello di liberare la terra, dono di Dio, per potersi impossessare delle risorse minerarie: così i villaggi vengono distrutti, gli uomini decidono di fuggire o di morire per proteggere la famiglia, le donne vengono violentate da sole o in gruppo. Lo stupro è usato come arma di guerra.

I bambini dell’età di mio figlio Vincenzo, se non più piccoli, vengono sfruttati nei cunicoli delle miniere, mentre le bambine diventano schiave sessuali.

Da anni si susseguono queste violenze inimmaginabili davanti alle loro urla e al nostro silenzio.

Due anni fa la nostra associazione Colibrì ha pensato di dar voce a questo “grido”, siglando un partnernariato con l’ ONG congolese “SAD” di Bukavu che si occupa di sostegno alle donne vittime di violenza: donne ferite nel corpo e nell’anima, donne che hanno perso la loro identità di donna, di madre, di moglie spesso abbandonate dai mariti e dalla stessa comunità.

Dinanzi a questo dramma abbiamo pensato di guidare il nostro impegno verso le adozioni di alcune di queste donne e bambini violentati per garantire loro una possibilità di recupero a partire dalle cure mediche-chirurgiche eseguite dai medici congolesi dell’Hopital Saint Vincent di Bakuvu che da anni sosteniamo con l’ acquisto di farmaci, ma non solo: il sostegno psicologico fino al reinserimento sociale nel villaggio d’ origine quando possibile.

Tutto questo avviene grazie alla volontà di un gruppo di meravigliosi giovani congolesi, tutti volontari ( assistente sociale, avvocato, medici e semplici collaboratori) che 24 ore su 24 donano il loro tempo per accoglierle, seguirle ed accompagnarle in questo cammino di ricostruzione e di rinascita.

Insomma un lavoro che diviene Vita grazie all’ascolto, alla Presenza, all’empatia ma anche grazie al canto e alle danze che in Africa non mancano mai ”nella gioia e nel dolore”.

In questi ultimi due anni durante la missione abbiamo condiviso momenti indimenticabili:

l’ emozione di un girotondo di donne con i loro piccoli, spesso frutto della violenza subita, si è trasformata giorno per giorno in un sentimento di profonda compassione e in una ferrea volontà di dare voce alle loro lacrime; così è nato un piccolo libro, scritto in bilingue (italiano e francese), intitolato “Nel ventre di una donna” dove abbiamo raccolto alcune delle loro testimonianze per aiutarle a trasformare il loro dolore in un grido di Speranza.copertinadonna

All’interno di questo contesto Colibrì sta cercando in questi ultimi cinque anni di dar voce ad un altro fenomeno di cui non si parla: la contraffazione farmaceutica.

In Occidente quando sentiamo parlare di contraffazione pensiamo solo ad abiti, scarpe, occhiali ma esiste anche un’altra falsificazione, quella dei farmaci, che colpisce molti paesi nel mondo, non di meno l’Africa, dove vengono immessi in commercio farmaci “falsi” che non contengono il principio attivo dichiarato e quindi inadeguati per garantire una terapia efficace e sicura.

Per questo motivo Colibrì organizza spedizioni fornendo loro farmaci già confezionati, già sottoposti ai controlli di farmacovigilanza, ma anche polveri e strumentazione necessarie per allestire localmente e in modo autonomo medicinali essenziali.

Ecco dinanzi a queste “grida” possiamo assumere vari atteggiamenti: possiamo tapparci le orecchie e chiudere gli occhi oppure accrescere la nostra consapevolezza attraverso un’ informazione corretta entrando in contatto con persone che hanno toccato con mano queste sofferenze.

Oppure un’ altra alternativa è quella di vivere in prima persona questa “porzione” di mondo lasciandosi trasformare la mente e il cuore.

Ricordo un pensiero di Padre Alex Zanotelli nel libro “ Korogocho, alla scuola dei poveri” dove racconta la sua esperienza nelle baraccopoli di Nairobi. Un giorno conversando con un missionario che lavorava in Sudan gli chiese: “ Che cosa significa per te “missione”?

Padre Haumann gli rispose in inglese: “Mission is to sit where people sit and let God happen” ,

Missione è sedersi dove la gente si siede e lasciare che Dio avvenga”.

E’ nell’incontro con l’ altro, quando tu gli doni la ricchezza che hai, che davvero nasce qualcosa di radicalmente nuovo, nasce la relazione ed è lì che sperimenti Dio.

Veronica Barini