Ai giovani con gioia e speranza

Sguardi e voci dalla stiva (7)


Carissima/o,

ti scrivo mosso dal desiderio di comunicare, di dire e di ascol­tare: un metodo che abbiamo cercato di esperimentare anche nel cammino verso il Sinodo dei giovani di ottobre 2018.

Parlare e ascoltare sono due momenti ugualmente importanti: PAR­LARE CON FRANCHEZZA senza assolutizzare il proprio punto di vista, ASCOLTARE CON UMILTÀ’ perché tutti hanno qualcosa da dirci.

Ti dico allora quello che ho nel cuore. Stai vivendo una stagione del­la vita particolarmente ricca di stimoli: la crescita fisica si accom­pagna alla tua crescita intellettiva, affettiva, relazionale con una messa in discussione di ciò che hai fatto finora, alla ricerca di mo­tivazioni tue da dare al vivere di ogni giorno.

Accogliti per quello che sei, stupisci davanti alla meraviglia di esse­re corpo, di provare emozioni e sentimenti, slanci ed entusiasmo, di esperimentare fatiche, incertezze… speranza.

Guardati con meraviglia e incantamento… così potrai meglio vedere i volti degli altri e rispettarli nella loro originalità e bellezza. È que­sta la stagione del coraggio del vivere, del sognare, del progettare la tua vita insieme agli altri.

Ricordo quanto è stato prezioso nella mia vita l’incontro con don Si­rio Politi, uno dei preti operai in Italia; camminando lungo la darsena di Viareggio dove egli faceva lo scaricatore di porto, guardandomi mi disse: “AMA IL TUO SOGNO, SE PUR TI TORMENTA”.

Ancora oggi per me queste parole conservano attualità e incorag­giamento. Anche tu non aver paura di chiederti: chi voglio essere nella vita? Desidero vivere per chi? Cosa mi appassiona? Intuisco un orizzonte di vita?…

Ognuno ha una vocazione e ognuno è chiamato ad “abitare la terra con responsabilità” mettendo a frutto per il bene di tutti ciò che ha ricevuto in dono.

Qual è il mio posto? Solo quando avrai scoperto qual è il tuo posto e investi la tua vita per vivere con fedeltà… ti senti, ti sentirai rea­lizzato, capace di diffondere fiducia.

So che in questa stagione della vita, tutto va in crisi, tutto ha biso­gno di essere compreso; non buttare via ciò che di prezioso hai ri­cevuto: la vita, l’amore, l’abitare questo territorio, la fede. Custo­disci dentro di te la preziosità dei doni: la tua immaginazione e creatività ti aprano ad un futuro di impegno e di speranza a partire dalla tua esperienza di oggi.

Con sincerità ti chiedo: l’Evangelo, la fede in Dio Padre, in Gesù Cristo, nello Spirito cosa dice al tuo essere giovane in crescita, al tuo progetto di vita? Il riferimento / l’appartenenza ad una comunità di credenti… li vivi come un peso o una opportunità al crescere e maturare? Ami il confronto con gli altri? Coltivi apertura e ricerca? Ti incuriosisce la diversità di idee, di scelte, di modi di vivere e di pensare?

Continua ad essere fedele agli incontri di gruppo, alla relazione con gli altri, al prenderti cura dei più piccoli attraverso l’animazione del SABOAMAREN e del GREST: colgo l’occasione per dirti il mio per­sonale grazie e il grazie dell’intera comunità. Non stancarti di bene investire questa stagione e di vivere questo tempo con responsabilità e gratuità: il prendersi cura degli altri è la strada vera per fare della vita, della tua, un capolavoro.

Ti seguo con discrezione, affetto e fiducia: se lo ritieni, conta an­che su di me. Ti accompagna la mia preghiera. Se può aiutarti ti af­fido una impostazione di vita basata su 4 P: PENSARE, POETARE, PREGARE, PRENDERE IL PROPRIO POSTO. Sii protagonista con gli altri del tuo presente e del futuro di tutti.

Con stima, nella splendida avventura della vita.

Gianpietro Zago
presbitero