Compagni di viaggio…

Ricordiamo Dino, Beppe e Carlo



Dino, Beppe e Carlo hanno concluso il loro cammino durante il 2013.

Dino di Siena, sentendo quanto stava per compiersi in lui ha inviato un messaggio ai suoi amici, tra i quali eravamo noi: “Non per caso ho scelto il problema “lavoro”, da lasciare come ricordo agli amici. E non solo perché ho fatto l’operaio. Anzi, è vero tutto il contrario: ho fatto la scelta di essere operaio in senso materiale, perché nessuno di questa categoria dovesse sentirsi a disagio o, per dirla ancora meglio, di serie B nella scala sociale”. Due sue poesie ci aiutano ad entrare nel suo cuore. Leggi qui.

Beppe di Lucca, imponente, col viso solare. Nel suo letto di morte con gli occhi splendidi ci ha detto che era felice di essere stato con noi e assieme a noi a vivere la nostra vita di preti operai.
Le sue ultime volontà erano esposte dinanzi alla bara: “Voglio essere seppellito con una tuta da lavoro (bianca o marrone, fate voi): perché è nella storia dei preti operai che io mi riconosco”. Leggi qui.

Carlo, gesuita, presente in diverse città italiane e per una decina d’anni anche in Madagascar e Sri-Lanka, per più di dieci anni operaio. “Una vocazione del Concilio” con la formazione ricevuta al tempo di padre Arrupe. Nel suo messaggio, che riportiamo, non nasconde le difficoltà per mantenere ritta la barra conciliare. Ma sempre in cammino…”ancora aperto all’avvenire, ma sempre più trasfigurato vero un orizzonte di eternità”. Leggi qui.