Note sulla condizione giovanile a Empoli

Progetti sociali


Ripenso ai volti ed alle storie di alcuni giovani amici.
 

Stefano – 23 anni. Titolo di studio: 3° media. Famiglia operaia immigrata dalle Marche. Ha lavorato 4 anni in una moleria artigiana di vetro. Da 2 anni, dopo il militare lavora in una piccola azienda che produce contenitori in vetroresina.
Condizioni di lavoro
– Pessime, sia per l’ambiente, sia per le materie usate che producono irritazioni ed allergie, sia per la non applicazione di norme di sicurezza.
Rapporti
con i compagni di lavoro – Difficili e spesso conflittuali. Con gli anziani perché chinano la testa e stanno zitti. Con i giovani perché c’è un ricambio frequente e perché è difficile andare oltre il “tutto e subito”. Difficile pensare ad una azione che non dia vantaggi immediati e personali, ma sia orientata a coinvolgere tutti e per obbiettivi comuni.
Lavoro di base – E’ impegnato a creare un minimo di aggregazione e di lotta col sindacato di categoria.

Marco – 19 anni. Titolo di studio: 3° media. Famiglia operaia, immigrata dal Grossetano. Ha lavorato 2 anni come apprendista parrucchiere. Orario e lontananza dal posto di lavoro lo impegnavano dalle 8 alle 21. Paga L. 350.000 al mese. Si è licenziato perché il principale ha rifiutato un aumento di paga. Ora lavora al nero in una carrozzeria, quando lo chiamano. Rapporti col sindacato: nessuno.

Francesca – 23 anni. Sposata. Titolo di studio 3° media. Famiglia contadina immigrata dalla Sicilia. Ha cominciato a lavorare a 16 anni, in confezione e come stagionale in una fabbrica di gelati. Lavora in una piccola confezione, una delle tante formatesi dal decentramento produttivo delle grosse confezioni empolesi. E’ operaia qualificaia.
Condizioni di lavoro – Disagiata, sia per l’ambiente, sia per i ritmi della catena, molto elevati. Spesso i tempi delle varie fasi sono impossibili ad attuarsi. La soluzione è quella di completare i capi mancanti alla fine dell’orario con lavoro straordinario non pagato.
Rapporti con le compagne di lavoro – Buoni sul piano umano. Nulli su quello della lotta. La maggior parte sono ragazze giovani, spesso al primo lavoro, che stanno zitte per paura di perdere il posto.
Rapporti col Sindacato – Saituari.

Aleandro – 29 anni. Titolo di studio: Geometra. Famiglia operaia. Dopo il diploma ha lavorato al nero in un ufficio. Da 8 mesi lavora come operaio turnista in una fabbrica di nastri adesivi, con il contratto di formazione e lavoro (in questa fabbrica sono entrati 50 giovani sotto i 30 con il C.F. e L.). La fabbrica è stata modernizzata e ristrutturata negli ultimi 2 anni con capitali USA.
Condizioni di lavoro – Buone, sia come ambiente sia come carico di lavoro.
Rapporti con i compagni di lavoro – Buoni e sul piano personale e nell’aiuto sul lavoro. Nessuna azione di lotta a causa del capestro del contratto di formazione. Tutti zitti e buoni con la speranza di mantenere il posto.
Rapporti col Sindacato – Rari. La “memoria operaia” è dovuta più alla trasmissione del babbo e dello zio che al movimento in fabbrica.

Eddy – 23 anni. Emigrato dalle Isole Mauritius (Oceano Indiano). Sposato. Un figlio di 7 mesi. Clandestino, da 3 anni in Italia. Lavoro nero e precario come domestico a ore o come manovale nell’edilizia. L’ultimo lavoro è stato come domestico nella casa di proprietari di una casa di riposo privata, per anziani. Giorno di libertà: domenica pomeriggio. Per il restodella settimana, a disposizione, compresi i massaggi alle gambe della signora. Salario: L. 400.000 aI mese. In caso di ispezione da parte di enti pubblici, lui e gli altri addetti alle pulizie (un indiano e un senegalese) vengono chiusi in una stanza con l’ordine di non farsi sentire.
Rapporti col Sindacato – Saltuari. Per informazioni sui diritti contrattuali.

Jaime – 25 anni. Emigrato dalle Filippine. In Italia da 4 anni come clandestino. Fa pulizie a ore a Firenze: 9 ore la settimana a 8.000 lire l’ora. Il miniappartamento (stanza con bagno e cucinotto) costa L. 600.000 aI mese. Ci abitava fino a qualche mese fa con altre 7 persone, compresa una coppia con bambina piccola. Una camera a 2 letti, in pensione, costa minimo 20.000 lire per notte. Con quanto guadagna deve decidere, giorno per giorno, se mangiare e dormire in stazione, o saltare il pasto e dormire in un letto.
Rapporti col Sindacato – Nessuno.

Notizie generali
A Empoli la disoccupazione giovanile sfiora l’11%.
Alcuni, limitati, sbocchi occupazionali si sono avuti con i contratti di formazione e lavoro, e con la creazione di cooperative giovanili di servizi, come la gestione di un circolo (C.R.A.L.), la gestione dei parkimetri; in prospettiva, a breve termine, una cooperativa agricola e di manutenzione dei giardini pubblici.

Osservazioni
La condizione giovanile di lavoro è caratterizzata da una grande frammentarietà. La maggior parte degli occupati è nel terziario ed in piccole fabbriche. Il collegamento col movimento operaio, con la trasmissione di valori e di esperienze, avviene più attraverso il legame con adulti, esterni al posto di lavoro o attraverso la famiglia. Precario o addirittura nullo il rapporto col Sindacato, presente pochissimo in queste piccole realtà di lavoro. Al Sindacato ci si rivolge in caso di bisogno (licenziamento, controllo busta paga, ecc.). Più un “patronato” che una organizzazione di classe.

Che fare?
Il lavoro lento e pidocchioso dell’aggregazione, ovunque è possibile. Sindacato, Case del popolo, Partiti, JOC, Preti.
Promuovere il passaggio dall’idea di “Chi fa da sé fa per tre” a quella dell’organizzarsi per uscirne insieme.

Lascia un commento

Your email will not be published. Name and Email fields are required.