Obiezione di coscienza al servizio militare / Servizio civile

Memoria di Tony Melloni (5)


Tony con un gruppo di giovani

Tony con un gruppo di giovani

Contributo di Padre Tony Melloni s.J., responsabile degli obiettori di coscienza della Caritas diocesana, pubblicato dal settimanale diocesano di Livorno “La Settimana” il 31 ottobre 2004 in occasione dell ‘abolizione del servizio di leva.

 
Il Servizio Militare dal 2005 non sarà più obbligatorio, ma non sparirà. Manterrà i militari di carriera e avrà dei militari volontari, maschi e femmine, ben armati e ben pagati. Il Servizio Militare assumerà dunque dei contorni che, per alcuni, significheranno più professionalità, più efficienza, ma per altri vorranno dire più facilità neH’intervenire in guerre «umanitarie» (come ad esempio quelle del Afganistan e del Iraq), che puzzano di petrolio e di nuovi mercati (oltre che di tanto sangue e tante distruzioni). Come si vede l’obiezione al militare e alle armi rimane una scelta motivata e necessaria, anche se finisce la leva obbligatoria; anzi ancora di più. Finirà anche il Servizio Civile degli Obiettori di Coscienza, un tempo condannati al carcere duro a Peschiera e Gaeta fino al 1972, anno della prima legge sull’Obiezione di Coscienza, e poi tenuti a svolgere un Servizio Civile, sostitutivo/altemativo, gestito all’inizio in modo punitivo dal Ministero della Difesa e poi in modo decisamente migliore dall’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile (UNSC). Per le ragazze, nell’ambito della Caritas Italiana, c’è stata la bella esperienza dell’Anno di Volontariato Sociale (A.V.S.), vissuto come esperienza gratuita di formazione, di servizio, di vita comune.
Ma nel frattempo è nato il Servizio Civile Nazionale (Legge 6 marzo 2001, n.64), che per ora interessa soprattutto le ragazze e i ragazzi non obbligati alla leva, ma dal 2005 interesserà tutti i giovani che, previo concorso, saranno selezionati dall’Ufficio Nazionale.
Tentiamo di fare un breve bilancio del Servizio Civile degli Obiettori di Coscienza a livello della Caritas di Livorno. L’elenco degli Obiettori che hanno prestato servizio civile nella Caritas di Livorno è giunto al n° 311. (Le domande furono molto di più, ma tante quelle non accolte). Il primo è stato Andrea Betti, nel gennaio 1980; l’ultimo (per ora, ma forse sarà proprio l’ultimo), è Francesco Bosinco, luglio 2004.
Di questi 311 ho avuto la fortuna di conoscere la maggior parte, poiché dal 1991 ho avuto l’incarico di responsabile degli Obiettori di Coscienza.
Ora gli ultimi Obiettori in servizio operano nella nuova struttura della Caritas «Il Porto di Fraternità» in Via delle Cateratte, 13-15 a Torretta.
Ricordo le esperienze di vita comunitaria, gli incontri di formazione a livello diocesano e a livello regionale e le assemblee nazionali, le feste dei congedi, le iniziative di sensibilizzazione nelle scuole superiori, per le strade di Livorno, i momenti di riflessione e di preghiera, soprattutto per la festa di San Massimiliano, martire del terzo secolo, che disse all’ufficiale romano che lo voleva arruolare: «Sono cristiano, non posso uccidere» e subì la condanna di spada dicendo «Rendo grazie a Dio». Aveva 21 anni.
I tempi cambiano, i modi di servire i poveri e gli indifesi possono essere diversi, ma mi auguro che qualcosa dello spirito dei «vecchi» obiettori di coscienza rimanga anche nel nuovo Servizio Civile Nazionale Volontario dei giovani e delle ragazze.

Tony Melloni