Pauper

Sguardi e voci dalla stiva / lavoro e dintorni


 

Chissà se è proprio così, ma qualcuno ritiene che il latino “pauper” (povero) derivi da “pauca pariens” (che partorisce, produce, poco).
Certo è che non avere lavoro è una povertà.
In questi tempi è piuttosto evidente…
E in genere la povertà è non avere qualcosa – non poter fare qualcosa: non avere il cibo – non poterlo comprare, non avere istruzione – non poter andare a scuola, non avere relazioni – non poter comunicare, non conoscere il mondo – non poter viaggiare, non avere salute – non potersi curare…
Che ciò sia un male è qualcosa di assolutamente evidente!
Come, al contrario, è universalmente innato e certamente buono il desiderio e lo sforzo dell’uomo di sollevarsi da una situazione di povertà nella ricerca di un maggior benessere. Ci sarebbe da aprire una grandissima parentesi sulle modalità per ottenere il benessere e soprattutto il benessere di chi: se per ottenere il mio benessere faccio impoverire altri… o se per il nostro benessere facciamo addirittura la guerra… conosciamo la storia dell’umanità!
Ma noi oggi siamo assolutamente buoni e vogliamo solamente aiutare gli altri… vogliamo che non esista più la povertà, cerchiamo di eliminarla con tutte le nostre forze, perché davvero è un male terribile che affligge l’umanità…
In questi anni abbiamo fatto tanto, con tutto il cuore! Forse abbiamo fatto davvero tutto quello che potevamo per aiutare chi continua a bussare alla nostra porta a chiedere aiuto… Ma la povertà aumenta a vista d’occhio! In questi mesi, settimane, giorni… continuano ad arrivare sempre più persone a chiedere aiuto, e i casi sono sempre più incredibili e disperati… La sensazione di essere assediati e sopraffatti è forte! Che fare? Dove trovare le risorse? Con chi prendersela? Chi coinvolgere? E ogni caso fa pensare… e ragionando su ciò che sta dietro alla povertà si scorge facilmente l’ingiustizia, il male…
Davvero vorremmo eliminare il male, l’ingiustizia, la povertà! E lottiamo per farlo! Ma continua ad aumentare…
C’è un mistero (sì: un mistero, perché se fosse una fiaba sarebbe commovente, ma siccome è vero ci deve sconvolgere!): Dio ha voluto nascere povero!
Quello che (noi!) chiamiamo “onnipotente” è nato in viaggio “appoggiato in una mangiatoia” di animali!
Senza casa, senza sicurezze, senza igiene… Assolutamente impotente e… povero!
Ma perché?!
Non poteva usare almeno un po’ del suo “potere”?! E, soprattutto, non poteva darcene un pochino anche a noi?! Appena un pochino, per riuscire a sconfiggere la povertà!!!
La povertà è un male che noi vorremmo eliminare… Dio ha scelto di abitarla!
Un suggerimento già da Isaia: “Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: … sciogliere le catene inique, rimandare liberi gli oppressi… Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto…”
Invece di eliminare i poveri, introdurli in casa nostra!!!
Bel mistero il Natale!!!
Simile a quello di un Dio che per salvare gli altri non ha saputo salvare se stesso, “onnipotente” inchiodato impotente su una croce.
Teniamoci lontani da qualsiasi logica e desiderio di “potere”!
Lasciamoci sconvolgere dal mistero di un Dio davvero povero!
Osiamo farci “tentare” dal suggerimento di Isaia (potrebbe capitarci in casa… Dio!)

 

don Lorenzo Negri


 

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