Aquì no se rinde nadie!

Internazionalismo


Cari fratelli nel sacerdozio e nel lavoro,
vogliamo essere presenti al cammino del nostro gruppo di Preti Operai Italiani, col cuore e con un pensiero propositivo, poiché siamo stati chiamati ad essere fermento nella pasta.
La crescente e spesso apocalittica (per chi ha occhi naturalmente) ingiustizia del sistema capitalista nel quale siamo immersi fino al collo, anche come classe operaia, ci obbliga a porci sempre più interrogativi radicali sul senso del nostro vivere quotidiano. In Italia il Sistema accarezza e convince, nella maggior parte del mondo tortura ed elimina. Così, abbiamo sentito il grido e siamo venuti in Centroamerica, in Nicaragua e nel Salvador. Qui ci stiamo come dato di fatto, e senza pretese di capire tutta questa nuova realtà di oppressi; cerchiamo per lo meno di camminarci accanto per le strade insanguinate. Gli uomini e le donne, siano anche di terza categoria (del cosiddetto terzo mondo) si trovano di fronte ai problemi di vita e di morte, di amore e odio, come e più di noi.
Con la nostra venuta in Centroamerica vi vogliamo riaffermare l’appartenenza nostra al solco della tradizione dei preti operai, tradizione evangelica e di classe, tradizione di evangelo povero e di lotta di classe. Ci consideriamo pertanto preti operai in missione internazionalista, espressione della forza delle nostre idee ma ancor più del coraggio delle nostre scelte concrete di vita, in qualunque angolo di povertà italiana. Dopo più di10 anni di vita operaia proletaria, in fabbrica o nei campi, senza pentimenti, ci stiamo rinnovando qua in mezzo a queste terre così conflittuali, tra tiranni e martiri, tra chiesa laccata e cristiani al macello; così viviamo, in mezzo al dolore e alla speranza, alla guerra e alla sete di pace, alla morte quotidiana e al respiro dei risorti. Ci troviamo di fatto ad essere parte integrante e travolta di un popolo in liberazione, dal Salvador al Nicaragua. Lavoriamo in zone di conflitto, Pietro nella regione di Chalatenango a Potonico, contesa tra l’FMLN e l’esercito di Duarte; Ubaldo al nord verso l’Honduras a Waslala, dove operano i mercenari di Reagan.
Accompagniamo queste popolazioni, per le quali la sola nostra presenza fisica significa sollievo e forza d’animo. Pietro svolge lavoro per le necessità primarie della vita ed anche servizio pastorale. Ubaldo coordina alcuni progetti di cooperative agricole con la solidarietà internazionale e con il Centro Valdivieso approfondisce la riflessione teologica tra i cristiani rivoluzionari. L’unico risultato di cui siamo certi è questo: il fuoco ci forgia come uomini nuovi, anche se ci è difficile dirvi in che siamo nuovi.
Sentire che apparteniamo pure a voi è per noi motivo di gioia e di resistenza, perciò, dato il nostro collegamento con vari sacerdoti “comprometidos” del Centroamerica, gradiamo farvi insieme con loro alcune proposte di collegamento, per le possibilità che abbiamo.

 

1) Data la distanza politica tra noi e voi, per la comprensione degli stessi processi di liberazione, ci impegniamo a scambiarci informazioni tri o semestrali in corrispondenza del Bollettino PO, perché sia pubblicata una parte con respiro internazionalista centroamericano, notizie e riflessioni di un popolo in liberazione visto dal punto di vista cristiano popolare.

 

2) Vi invieremo gli indirizzi di sacerdoti e organismi cristiani di base centroamericani, con cui potrete contattarvi per qualsiasi bisogno o di viaggio o di scambio.

 

3) Favoriamo vostri viaggi conoscitivi al Centroamerica, coordinandovi gli spostamenti tra una comunità e l’altra (turismo solidario).

 

4) Appoggiamo una delegazione di PO rappresentativa, avente lo scopo di “documentare in Italia la testimonianza della vita ecclesiale in Centroamerica”.

 

5) Proponiamo un servizio di “accompagnamento pastorale” ad tempus (3/6 mesi o 1 anno) alle popolazioni del Salvador particolarmente o del Centroamerica, possibilmente a forma di catena.

 

6) Chiediamo ai preti operai di versare individualmente e mensilmente una quota di solidarietà per appoggiare il Movimento Cristiano Salvadoregno, che già coordina la solidarietà cristiana.

 

A queste proposte che abbiamo pensato, Pietro, Ubaldo, Rutilio ed altri del Salvador, vi chiediamo una risposta di opinione, per passare poi ad eventuali iniziative comuni.
Ricevete tutti un saluto fraterno ed un abbraccio caloroso: la vera tradizione di noi PO è quella di esserci spogliati, prendendo la condizione di servi, simili agli altri uomini e umiliati (Fil. 2,7-8) e questo l’abbiamo fatto per il Regno di Dio, che non è né cibo e bevanda, né gerarchia o messe, ma è “giustizia e pace” per ogni uomo che egli ama, ed il nostro futuro è sempre il Regno di Dio in croce.

Ubaldo Gervasoni e Pietro Brignoli

c/o Movimento Cristiano Salvadoregno, CONIP
Apartado 5680 Managua
Nicaragua Libre C.A.